Napoli, oggi come nel '97/'98: sette ko in 14 gare. E Allegri c'era, ma in campo
TMWIl momento complicato del Napoli di Massimiliano Allegri trova una fotografia significativa anche nei numeri e, soprattutto, nella storia del club. La sconfitta per 4-1 sul campo del Porto ha portato a sette il numero delle battute d'arresto nelle prime quattordici partite ufficiali della stagione. Un dato che gli azzurri non facevano registrare da quasi trent'anni, precisamente dalla stagione 1997/98. Un'annata che presenta una curiosa coincidenza: anche allora Massimiliano Allegri faceva parte del Napoli, ma con un ruolo completamente diverso, quello di calciatore.
Allegri, l'unica esperienza da calciatore con il Napoli
Per il tecnico livornese, quella del 1997/98 fu infatti l'unica parentesi della carriera da giocatore con la maglia azzurra. Arrivato dal Padova, Allegri vestì i colori del Napoli in una stagione particolarmente complicata, collezionando 7 presenze e zero gol. Un'esperienza breve, durata circa sei mesi, che si concluse con il ritorno in Serie B e il successivo passaggio al Pescara. Quasi trent'anni dopo, il destino lo ha riportato nello stesso ambiente, questa volta da allenatore e con responsabilità decisamente differenti. La coincidenza statistica rende ancora più particolare il momento attuale: il Napoli non registrava un numero così elevato di sconfitte nelle prime quattordici partite ufficiali proprio da quell'annata.
Il precedente del 1997/98: quattro allenatori e la retrocessione
Il ricordo della stagione 1997/98, per i tifosi partenopei, è tutt'altro che positivo. Fu una delle pagine più difficili della storia recente del club, culminata con la retrocessione in Serie B dopo ben 33 campionati consecutivi disputati nella massima categoria.
Il Napoli concluse quel torneo al 18° posto con appena 14 punti, frutto di sole due vittorie, otto pareggi e ben 24 sconfitte in 34 giornate. Una crisi che coinvolse anche la guida tecnica: nel corso della stagione si alternarono infatti quattro allenatori, Bortolo Mutti, Carlo Mazzone, Giovanni Galeone e Vincenzo Montefusco, senza che nessuno riuscisse a invertire definitivamente la rotta.
Oggi la situazione è evidentemente differente, per ambizioni, investimenti e contesto societario, ma il dato delle sette sconfitte nelle prime quattordici gare riporta inevitabilmente indietro le lancette dell'orologio. Allegri, che quella retrocessione la visse da protagonista in campo, è ora chiamato a evitare che la sua nuova avventura napoletana possa essere associata a un altro capitolo negativo della storia azzurra.






