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Padovano: "Tanti mi hanno voltato le spalle. Vialli un fratello, Bergamini un secondo padre"

Andrea Piras
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Andrea Piras
lunedì 30 marzo 2026, 09:22Serie A
30.03.2026 09:22Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

Nel corso dell'intervista concessa all'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Michele Padovano racconta il periodo buio del carcere vissuto per un'accusa infondata: "Tanti mi hanno voltato le spalle e deluso, questo sì. Tutto quello che ho vissuto mi ha aiutato a fare un repulisti".

Chi chiamava spesso la moglie dell'attaccante della Juventus per saper come stava era Gianluca Vialli che per Padovano era come un fratello, erano molto uniti: "Quando giocavamo nella Juventus eravamo 300 metri di distanza. Un’estate abbiamo affittato una barca e siamo partiti, solo io e lui. Ricordo che faceva l’allenatore/giocatore al Chelsea ed era sempre al telefono e... quanto glielo facevo pesare. Mi fa male pensare che non abbia fatto in tempo a godersi la mia assoluzione, proprio lui che me l’ha sempre detto e mi ha sempre sostenuto. Ma sono sicuro che ha esultato in cielo".

Infine un commento anche su Bergamini: "Denis è nel mio cuore, pensi che ho chiamato mio figlio così in suo onore. Chi lo conosceva sa che Bergamini era un ragazzo speciale, per me a Cosenza è stato un secondo padre. Non ho mai creduto nemmeno per un attimo all’ipotesi del suicidio. È il mio angelo custode. In carriera gli ho dedicato tutti i miei gol".

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Immagine editoriale di Luca Calamai
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