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Parma, Cherubini: "Saremo soddisfatti quando il campo dirà se abbiamo fatto le giuste scelte"

Parma, Cherubini: "Saremo soddisfatti quando il campo dirà se abbiamo fatto le giuste scelte"TUTTO mercato WEB
Oggi alle 15:23Serie A
Edoardo Mammoli

Il mercato del Parma è stato caratterizzato da quattro acquisti (Nicolussi Caviglia, Carboni, Elphege e infine Strefezza), ma anche da diverse cessioni, di cui alcune prevedibili (come quella di Cutrone) e altre quasi inaspettate (Djuric). A illustrare le questioni relative all'ultimo mercato in casa gialloblu sarà l'amministratore delegato Federico Cherubini, che tra pochi minuti sarà presente nella sala stampa del Mutti Training Center di Collecchio per rispondere alle domande dei giornalisti.

Ore 14.30 - Inizia la conferenza stampa.

Prende la parola Cherubini: "La conferenza nasce in coda alla sessione di mercato, riprendendo un'abitudine del passato facendo un bilancio. Ne approfitto anche per trattarne di altri temi che vanno oltre il mercato se ve ne fosse la volontà. Ho chiesto a tutte le figure del club di essere presenti, anche perché alcuni sono nuovi. È un modo di condividere il lavoro che stiamo facendo".

Soddisfatto del mercato? Rimpianti?
"Soddisfatti lo saremo quando il campo dirà se abbiamo fatto le giuste scelte. Ci siamo dati degli obiettivi anche sulla base delle indicazioni di Cuesta. Abbiamo voluto ridurre numericamente la rosa, perché c'erano ragazzi che hanno manifestato la volontà di avere altre opportunità. Ci sembrava giusto farlo. Abbiamo inserito quattro giocatori che possano alzare il livello anche tecnico. Parallelamente abbiamo inserito un giocatore in rosa come Mikolajewski, che è aggregato ufficialmente in prima squadra. Nella rosa attuale abbiamo reinserito anche Frigan, che è alle fine del percorso che lo ha tenuto lontano per diversi mesi, ma contiamo di recuperarlo".

Pensavate di essere a questo punto in classifica?
"Sinceramente tutti noi avremmo firmato per questa posizione, ma questo non significa che siamo in una zona di confort. La salvezza è ancora tutto da conquistare, lo scenario può cambiare. Capisco tutte le polemiche rispetto ad alcune prestazioni non all'altezza, ma credo che vada considerato che c'era un forte ricambio della rosa, sono arrivati giocatori giovani che hanno avuto bisogno di adattamento. A questo si aggiunge un pizzico di sfortuna con gli infortuni. Possiamo migliorare su tanti fronti, la salvezza è difficile ma l'obiettivo è raggiungerla il prima possibile. Ma il lavoro va considerato anche al netto di tutte le difficoltà".

Questo mercato è stato l'inizio della riduzione dei costi di gestione?
"La campagna di gennaio ha avuto effetti positivi sul bilancio, dettati dalla cessione di Lovik e riduzione di alcuni stipendi. Ma la società non sta andando al risparmio. Il tema della sostenibilità è ricorrente. I numeri ci impongono di avere una forte attenzione su questo tema. Da parte nostra ci sarà sempre una ricerca virtuosa di gestione dei costi, specie in un mondo dove i ricavi non li gestiamo noi, ma dipendono dai diritti televisivi. Noi cerchiamo di fare una politica che possa portarci ad avere numeri differenti che il sistema nel suo complesso ha. L'unica nota è il fatto che in questi giorni sono uscite tabelle che fanno riferimento a bilanci della stagione 2024-25: il bilancio del Parma è negativo ma siamo uno dei pochi club che ha il bilancio sull'anno solare. Dunque abbiamo sei mesi di Serie A e sei di Serie B. La nostra consapevolezza è che le azioni fatte sia in estate sia a gennaio hanno invertito questa tendenza. Sicuramente il bilancio sarà che va in controtendenza con quelli degli ultimi anni".

Da qui alla fine dovrà esserci un miglioramento dell'attacco? O un disegno tattico che possa valorizzarli?
"Io sarò un po' vecchio stampo, ma non mi sono mai appassionato al tema della qualità del gioco. Io credo che il lavoro fatto da Cuesta sia stato estremamente intelligente, ha portato fuori da delle difficoltà con atteggiamento pragmatico. Poi anche lui spera di fare qualcosa di più in termini offensivi, servono vittorie per salvarsi. In questo senso la composizione attuale della rosa può permettere di fare qualcosa in più. Cuesta ha la possibilità di giocare con diversi moduli, abbiamo mantenuto integra la possibilità di variare più volte l'assetto tattico".

Qualche altra squadra si è rinforzata?
"Nessuno si sente nella zona di confort. È stato fondamentale pensare alla sostenibilità, ma senza il risultato sportivo non serve a niente. Secondo me la Fiorentina è la squadra che ha tutte le potenzialità per uscire, ma anche le altre squadre. Se guardo al cammino di Pisa e Verona ho visto sempre squadre molto vive, come il Lecce. La lotta sarà difficilissima".

È cambiata la filosofia senza Lacome?
"Faccio un chiarimento: si parlava di Parma come il luogo dei dati e degli algoritmi. Questo approccio non l'ho mai visto. Ho visto un dipartimento che offre tanti spunti e opportunità con dati e ricerche. Ma non abbiamo mai fatto scelte di mercato esclusivamente basate sui dati. Abbiamo un dipartimento scouting esperto e opera con vari scout in tutto il mondo. Integriamo i risultati degli scout anche con dipartimenti come quello di Lacome. Ma la sua uscita non ha portato cambiamenti, saremo in continuità".

TMW - Corvi sta facendo grandi prestazioni. Il suo contratto è in scadenza nel 2027. Si punterà su di lui nel futuro?
"Ringrazio perché state facendo domande che aiutano a chiarire punti. C’è stata mota polemica rispetto al fatto che abbiamo iniziato il campionato senza un vero secondo portiere, ma con due terzi. Quando è successo l’infortunio di Suzuki, io e Pettinà abbiamo convocato Corvi e Rinaldi dicendo che avevamo piena fiducia in loro, sapendo però che avrebbero dovuto sopportare grandi responsabilità. Gli abbiamo detto: “Noi cercheremo qualcuno, anche se non sarà facile trovarlo, che arriverà per darvi una mano. Se meriterete, giocherete voi”. Abbiamo interrotto il rapporto con Guaita anche per motivi di natura personale: ha preferito tornare in Spagna. Suzuki non è ancora pronto, abbiamo un mese con due ragazzi più un terzo aggregato dalla Primavera. Sicuramente il tema del rinnovo di Corvi è sul tavolo del direttore sportivo: sono già avviati i contatti col suo agente. Non siamo sicuri che Suzuki possa restare o meno, ma siamo sicuri che la ricerca del sostituto possa non essere così problematica: abbiamo già in casa i sostituti. Non parlo solo di Corvi, ma anche di Rinaldi. Hanno avuto percorsi diversi: Corvi ha lavorato sempre all’interno del club, Rinaldi è cresciuto molto passando dai prestiti".

Una parola su chi è rimasto?
"Io mi baso sulla volontà dei giocatori, quanta è la forza della società di trattenerli. Nessuno di loro ha manifestato la volontà di lasciare Parma oggi. Noi affrontammo una situazione analoga con Bonny l'anno scorso e gli chiedemmo di restare, confermando che lo avremmo lasciato andare in caso di offerte e così è stato. Ma oggi nessun calciatore, anche se sollecitato, è venuto a bussare per lasciare Parma. È un grande segnale. Colgo l'occasione per salutare tutti i ragazzi che hanno lasciato Parma in questa sessione. Un saluto particolare per Hernani, che è stato qui molti anni e Djuric, che si è guadagnato la stima in poco tempo: accettare di lasciarlo andare è stato difficile, ma la Cremonese gli ha fatto una proposta importante. Poi Begic e Benek contiamo di riabbracciarli a fine stagione".

Rinnovi?
"Con Bernabé sì, è un ragazzo che ha delle opportunità per fare un percorso di carriera importante anche con mire di altri club. Ma ha dato disponibilità a trattare e verrà nei prossimi giorni. Abbiamo anche altre situazioni che però non sono prioritarie, come Mikolajewski e altri ragazzi. La strategia sarà sempre quella di avere giocatori di proprietà. Tesserare giocatori come Scarlato e altri ragazzi giovani conferma che c'è stata attenzione anche per il settore giovanile: da lì costruiremo il futuro più sostenibile".

Novità sullo stadio?
"Sapete che il progetto stadio nasce qualche anno fa con un progetto che ha fatto un iter burocratico arrivando a un buon percorso ma poi questo progetto non piaceva alla città e ai tifosi. C'erano polemiche sul lasciare Parma temporaneamente. Poi uno dei miei primi atti è stato quello di inviare una PEC al comune che volevamo prenderci del tempo per rivalutare il progetto, cambiandone la tipologia: passando a un progetto a fasi più articolato. In questo momento i nostri colleghi e amici stanno facendo un'analisi approfondita su cosa vuol dire questo passaggio. Ci sono delle criticità, non è detto che i costi siano ridotti ma soprattutto invito a una riflessione: ho sentito come se la famiglia Krause avesse l'obbligo di costruire lo stadio. Sembra che a Parma ci sia un problema, ma c'è dappertutto in Italia. Non ci sono agevolazioni economiche e gli iter burocratici sono difficili. Un ente privato deve valutare costi e benefici di quest'opera. In altre realtà stanno andando avanti, altre si sono fermate o tirate fuori. Noi siamo sicuri che da qui a brevissimo la nostra proprietà dirà in che direzione si vuole andare. Speriamo di giocare in un Tardini rinnovato al più presto".

A oggi c'è ancora l'interesse per il nuovo stadio?
"Assolutamente sì, credo che in questi mesi parallelamente è partito un processo analogo negli USA. La proprietà vuole ridefinire il progetto. Il sistema calcistico italiano si regge sui diritti TV. Cinque anni fa le proiezioni davano una prospettiva, oggi un'altra. Krause sta facendo delle valutazioni, che partono dal desiderio di dare un nuovo stadio alla città, ma che devono andare incontro alla fattibilità".

Può confermare il cambio del progettista?
"Tutte le comunicazioni riguardanti lo stadio saranno ufficializzate quando saranno stabilite. A oggi in questa fase è il Krause Group che sta facendo valutazioni".

Come mai non avete investito su un difensore centrale?
"Credo che il mercato di gennaio a volte sia pericoloso: si spinge a fare operazioni frutto del momento. Noi abbiamo scelto di non intervenire sui difensori centrali perché Valenti ha avuto un problema muscolare e potrebbe già tornare settimana prossima, mentre Ndiaye siamo lì. Penso che non ci sembrava corretto e giusto andare a inserire nuovi giocatori. Comunque abbiamo sostituito Lovik con un giocatore come Carboni che può giocare anche da centrale e Ndiaye sarà alla pari quasi di un nuovo acquisto. Inoltre aggiungo la presenza di Drobnic, giocatore della Primavera molto forte: questo dà valore al percorso del nostro Settore Giovanile. La nostra Primavera sta facendo molto bene: ci sono molti ragazzi che in futuro potranno essere parte integrante della rosa del Parma".

Schjelderup? Come pensate di riuscire a salvarvi con una rosa giovane?
"Rispetto a Schjelderup, Pettinà ha condotto la trattativa dai primi giorni di mercato: non era facile e nel corso del tempo le difficoltà sono aumentate. Ci è mancato la possibilità di chiudere ma non perché è mancata la nostra volontà. Queste cose succedono abitualmente, tanti obiettivi sfumano. Sul tema dell'età, lo dico da sempre: non mi piace che la nostra età diventi un alibi per questo gruppo".

TMW - Novità sul rinnovo di Estevez?
"Ha avuto delle opportunità ma sono felice che sia rimasto con noi: dà tantissimo al gruppo in spogliatoio ma anche in campo. Il suo contratto ha un'opzione a nostro favore nei prossimi mesi. Siamo in ottimi rapporti: al momento che scadrà l'opzione valuteremo. Siamo soddisfatti pienamente: è un ragazzo di valore e spessore, oltre a essere il più esperto della rosa".

Come sta funzionando la Femminile?
"Sta funzionando nel suo complesso e sta crescendo. Quest'anno abbiamo anche la seconda squadra femminile che gioca in un campionato regionale. La prima squadra sta passando tutto quello che passano le neo-promosse: il salto è molto più alto rispetto al mondo maschile. La squadra ha sempre giocato abbastanza bene, avevano un problema col gol. È stata fatta una campagna in attacco, sono arrivate quattro nuove calciatrici. La partita con la Roma è stata bellissima. Stiamo portando avanti un progetto molto importante su Noceto, che possa diventare la casa della Femminile e della Primavera. Siamo in discussione col Comune perché anche lì la proprietà ha manifestato la volontà di dare un apporto concreto e dare un nuovo assetto strutturale".

Conclude Cherubini: "L'incarico è stato cercare un mix tra competitività e sostenibilità. Sarà difficile ma siamo convinti che riusciremo a consolidarci dando continuità. Il tema della sostenibilità c'è solo un modo per renderlo organico: cioè continuare a investire sui giovani. Questo aumenta il rischio ma è la nostra volontà di proseguire su questa strada ma sempre con equilibrio, come abbiamo fatto in questa sessione. Voi vedere meno magari che è in atto una riorganizzazione in generale della società. Ci hanno lasciato persone che hanno dato un contributo importante. A me fa piacere far capire quanto lavoro ci sia e quanta progettualità c'è nel dare un nuovo assetto alla società. Il presidente Krause è meno presente a Parma ma i suoi contatti sono costanti. Credo che la storia ci insegni che quando si trovano persone che vogliono investire non dobbiamo farcele scappare. Al netto degli umori della tifoseria, che comprendo, se facciamo un'analisi serena di quanto questa proprietà sta dando al Parma, credo che meriti il massimo rispetto".

Ore 15.12 - Termina la conferenza stampa.

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