Parma, Nicolussi Caviglia: "Un ritorno piacevole. Spero di meritarmi la stima dei tifosi"
A pochi giorni dalla chiusura del mercato il Parma ha finalmente piazzato i suoi primi colpi: tra questi c'è Hans Nicolussi Caviglia, che torna nella città ducale per la seconda volta in carriera (anche se la prima esperienza è stata segnata da un brutto infortunio al crociato). Il classe 2000, di proprietà del Venezia, cambia maglia dopo aver passato la prima parte di stagione alla Fiorentina: il suo trasferimento in maglia crociata è una nuova chance per rilanciarsi in un momento centrale della sua carriera. Tra pochi minuti sarà lo stesso Nicolussi Caviglia a presentarsi al mondo gialloblu, rispondendo alle domande dei giornalisti presenti nella sala stampa dello Stadio Tardini.
Ore 16.30 - Ha inizio la conferenza stampa.
Com'è cambiato Nicolussi Caviglia dalla prima esperienza?
"È un ritorno molto piacevole per me. Sono stato qua pochi mesi ma già avevo capito la società e la città. Ringrazio molto la società, anche il mister con cui ho già parlato. Spero di meritarmi la stima dei tifosi".
Firenze?
"Auguro il meglio alla società e ringrazio coloro con cui ho lavorato".
La differenza tra Serie A e Serie B?
"La velocità della palla e dei calci piazzati è molto elevata".
A quale libro paragonerebbe questo ritorno?
"Ho imparato che le passioni sono importanti ma molte volte si strumentalizzano quindi preferisco godermele e non so farti un paragone, preferisco pensare al campo".
A Parma manca un giocatore con le sue doti balistiche.
"So che i calci piazzati sono stati un'arma importante per il Parma. Spero di aggiungermi ai buoni battitori. Ci lavoro molto".
Con quali caratteristiche diverse torni oggi?
"Sono un giocatore completamente diverso. Ero più un trequartista. Sono maturato anche fisicamente, mi sono trasformato in un giocatore più duttile e in un centrocampista centrale. Sono evoluto ma mantenendo le mie caratteristiche offensive".
Che sensazione giocare contro la Juve?
"È una partita di cartello, bella da giocare, nella quale ho fatto un grande percorso. La ritengo una partita importante ma come tutte le altre".
Torna per fare il mediano? O puoi dare di più anche negli inserimenti?
"Mi piace fare un ruolo di costruzione del gioco ma anche di interdizione e lettura. Ma un centrocampista deve essere abile nell'arrivare nell'area avversaria, non solo con inserimenti ma anche con i tiri dal limite".
Di Francesco l'ha soprannominata "Il professore". La rispecchia?
"Lo ringrazio, con lui ho trovato affinità perché abbiamo parlato di calcio e mi ha insegnato molte cose, mi fa piacere e lo condivido".
Ha battezzato già qualcuno a cui consigliare buona musica?
"Non ho ancora trovato l'eletto! Ma gli argentini ascoltano musica che mi piace!".
Ore 16.46 - Termina la conferenza.











