Pisa, Alberto Gilardino: "Voglio un Pisa sfacciato e cinico. Tramoni? Resta con noi, caso chiuso"
17:45 - Tra pochi minuti inizierà la conferenza stampa di Alberto Gilardino, allenatore del Pisa che, pur essendo squalificato, presenterà la gara dei nerazzurri alla vigilia del delicato match alla Cetilar Arena contro il Sassuolo di Fabio Grosso. Diretta testuale a cura di TMW.
18:05 inizio conferenza
Quanto è importante la gara di domani e come stanno Moreo e Meister?
Per quanto riguarda l’importanza della gara, è vero: in questi giorni si è parlato molto di altro, ma si è sottolineato poco quanto sia fondamentale la partita che il Pisa giocherà domani contro il Sassuolo. Dopo la gara con l’Inter, la prima cosa che dobbiamo fare è rispondere a noi stessi. È la base di tutto: rispondere a noi, al club e ai nostri tifosi, che ci sostengono sempre. È vero che all’esterno si è parlato di altro. Voi avete parlato di altro. Io con la squadra ho parlato esclusivamente del Sassuolo. E mi collego a ciò che ho letto e sentito in riferimento a Matteo. La sua scelta è stata condivisa: è stata una sua volontà, una mia volontà e una volontà del club. Lunedì ho parlato con lui e gli ho rinnovato stima e fiducia, anche se non ce n’era bisogno. Abbiamo fatto una bella chiacchierata, perché in questi mesi Matteo ha sempre dimostrato professionalità e atteggiamento esemplare. È normale che, per lui come per tutti, fiducia e stima non debbano basarsi esclusivamente sul fatto di giocare sempre titolare. Con i cinque cambi, oggi non esistono più titolari e riserve: tutti sono indispensabili. Parlo a nome di tutta la squadra. Per questo archiviamo velocemente l’argomento: siamo felici che Matteo rimanga con noi e siamo sicuri che darà un grande contributo da qui alla fine. Sugli assenti: i soliti, ovvero: Albiol, Cuadrado, Stengs, Lusuardi e Vural. Giovanni Bonfanti è andato via: lo saluto e gli faccio un grande in bocca al lupo. Moreo ed Meister sono usciti un po’ malconci da San Siro, ma negli ultimi due giorni si sono allenati regolarmente con la squadra. Quindi, per quanto riguarda chi ho a disposizione, stanno tutti bene. Siamo fiduciosi e abbiamo un desiderio forte: fare una partita da Pisa, quella che tutti ci riconoscono".
Domani ci sarà Sojlkovic e Caracciolo?
Diciamo che è ufficializzato: se tutto andrà come previsto, domani ci sarà. Per quanto riguarda Felipe, oggi ha svolto il suo primo allenamento con la squadra. Abbiamo avuto modo di stare insieme tre ore: subito dopo l’allenamento ci siamo fermati ancora mezz’ora per una riunione tecnica con lui. Verrà con noi e sarà in panchina. Per quanto riguarda i nuovi sia Felipe che Rosen, e naturalmente anche Bozinov — devo fare valutazioni a 360 gradi. La prima cosa che non posso permettermi è mettere a rischio il loro fisico, perché arrivano tutti da percorsi diversi. Molto probabilmente quello più avanti, ad oggi, è Bojinov: ha dato continuità di allenamenti e di partite. Felipe e Rosen stanno crescendo, stanno aumentando la qualità del loro lavoro e sono in evidente progresso. Farò quindi valutazioni attente sull’inserimento: sia dal primo minuto, sia eventualmente a gara in corso. Mi sono preso 24 ore di tempo per decidere con lucidità. Su Antonio: come vi ho sempre detto, Antonio è il nostro capitano. È il capitano del Pisa, e domani avrà la fascia al braccio. Sarà in campo. Credo che questa sia la risposta più chiara che posso dare".
Cosa ha detto ai ragazzi dopo la pesante sconfitta di Milano? E quanta pressione c'è?
"Credo che i ragazzi — e lo dico con convinzione — siano un gruppo di ottimi uomini prima ancora che di ottimi calciatori. E quando dico questo so benissimo quanto la sconfitta di San Siro abbia lasciato una ferita dentro di noi, dentro ognuno di noi. Per questo siamo tornati subito a lavorare sul campo, che è la cosa più importante, la base di tutto. È naturale che lo stimolo debba arrivare dall’allenatore, e c’è stato, ma deve venire soprattutto da dentro, dai singoli. Questo è il sentimento che voglio vedere. Domani, in campo, dovremo essere equilibrati — perché è sempre stata la nostra forza — ma anche cinici e, per certi versi, sfacciati. Quando parlo di “sfacciati” intendo la capacità di ribellarsi in modo positivo alla situazione che stiamo vivendo, attraverso atteggiamenti, intensità e prestazione. Questo è ciò che ho chiesto e chiederò ai ragazzi per la partita di domani sera. Per quanto riguarda i due diffidati, che sono la coppia titolare di centrocampo delle ultime partite, non farò calcoli sui 180 minuti. Dopo il Sassuolo c’è il Verona, è vero, ma io penso soltanto a domani. Tutte le energie sono rivolte alla prossima gara, non posso fare previsioni più avanti. Questo è stato il mio pensiero in questi giorni. Metterò in campo la formazione migliore per caratteristiche, considerando anche che avrò a disposizione cinque cambi per poter modificare l’inerzia della partita. E questo significa che tutti devono sentirsi partecipi: domani abbiamo una grande opportunità, e ognuno dovrà essere pronto a coglierla. La pressione? Io credo che in un contesto come questo possa essere anche un privilegio. Non abbiamo l’obbligo di vincere, ma abbiamo l’obbligo di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per provare a vincere. Questa, secondo me, è una frase fondamentale. Non è pressione: è responsabilità. Responsabilità verso noi stessi, verso il gruppo, verso il club e verso i nostri tifosi.
Dobbiamo essere responsabili dentro la partita, dentro la prestazione, in ogni momento. Questo è ciò in cui credo. Per quanto riguarda i ragazzi, sì: stanno bene. Hanno assorbito la situazione dopo il risultato negativo di Milano. Li ho visti lavorare con grande attenzione e grande disponibilità. E domani servirà questo: concentrazione, equilibrio e la voglia di trasformare questa responsabilità in energia positiva".
Gli acquisti fatti la soddisfano o avrebbe preferito giocatori più pronti?
"Se quello che dice lei è che i nuovi acquisti arrivano tutti da campionati stranieri, è la realtà. È così. E questo significa che ci sarà un periodo di adattamento.
Ma il problema è che non c’è tempo.E quindi dovrò essere bravo io, insieme al mio staff, ad accelerare questo processo e a mettere i ragazzi nelle condizioni migliori per inserirsi subito nel nostro campionato. Ognuno di loro arriva da percorsi diversi: c’è chi ha giocato molte partite tempo fa, chi arriva da ritmi differenti, chi da sistemi di gioco diversi. Però sono tutti professionisti seri, e devo dire che si sono presentati molto bene quando sono arrivati a Pisa.
Per quanto riguarda la soddisfazione sugli acquisti: sì, lo sono. Il mercato di gennaio — e l’ho già detto in altre conferenze — è un mercato complicato. Io ho un rapporto continuo con la società, ci confrontiamo su tutto, e il club ha fatto uno sforzo importante nelle ultime settimane per cercare di rinforzare la squadra e portare quei giocatori che era possibile portare. Ci sono state situazioni sfumate, questo è normale. Ma non sempre dipende da noi: spesso dipende dai giocatori che scelgono altre destinazioni o da club che cambiano posizione. E, molto probabilmente, è anche meglio così: chi è arrivato, è arrivato perché ha voluto fortemente vestire questa maglia. E questo, secondo me, è un aspetto molto positivo e che va sottolineato".
L’arrivo dei nuovi acquisti può permettervi di alzare il baricentro e di essere più aggressivi? E, dopo la gara di Milano, ha percepito nei giocatori una reazione, una scossa emotiva utile per affrontare una settimana così importante?
"Sì, questo ci permette di alzare il baricentro e di essere più aggressivi, ed è esattamente ciò che dovremo essere bravi a portare in campo domani. Naturalmente senza dimenticarci le qualità del Sassuolo: hanno giocatori che possono fare la differenza, Laurienté, Berardi, Pinamonti, Matic che è rientrato, Thorstvedt… tutti calciatori che la Serie A la conoscono da anni e che hanno grande esperienza. Noi dovremo essere lucidi in ogni situazione. Questo è sicuramente un aspetto significativo della partita. Per quanto riguarda la reazione dopo Milano: siamo professionisti, e i miei ragazzi sono dei professionisti veri. Credo che una strigliata positiva, dopo una gara così, fosse necessaria e abbia dato la scossa giusta. Come ho detto all’inizio, domani dobbiamo rispondere prima di tutto a noi stessi: essere responsabili, portare in campo quel sentimento, quella volontà e quella perseveranza che servono per fare una partita “da Pisa”. Dovremo essere cinici, affamati, e andare a ricercare il risultato attraverso l’atteggiamento. Sì, in questi giorni l’ho percepita questa reazione: abbiamo fatto una settimana responsabile da parte di tutti. C’è stata la volontà collettiva di mettersi in discussione, e questo è un grande segnale. Sugli acquisti nuovi, come ho detto, sto cercando di inserirli gradualmente nella maniera migliore per il gruppo".
A che punto sono i nuovi acquisti?
"È vero, ho già detto alcune cose, ma capisco la domanda: parliamo di prontezza, brillantezza, minutaggio.
Arrivano tutti da campionati diversi, da esperienze diverse, e questo comporta un fisiologico periodo di adattamento. Il problema è che questa fase, purtroppo, non possiamo permetterci di viverla con calma. Non c’è tempo. Quindi devo essere io, insieme al mio staff, a velocizzare questo processo.
Per Felipe: ha giocato due amichevoli nelle ultime due settimane. La loro squadra si era fermata e aveva fatto una preparazione specifica, quindi lui oggi si è allenato bene ed è in grado di avere minutaggio sulle gambe. Per quanto riguarda Rafiu, contro l’Atalanta è stata una scelta dettata dalla necessità: l’ho buttato dentro per forza di cose, e gli ho fatto fare più minuti di quanti forse potesse sostenerne, e anche a Milano ha giocato più del previsto. Su di lui devo fare una valutazione molto attenta, anche perché ha caratteristiche che gli altri attaccanti non hanno: è un uomo d’area, un finalizzatore.
Sto valutando se farlo partire dall’inizio o utilizzarlo a gara in corso. Su Rosen: è un ottimo professionista. Si è presentato in condizioni eccellenti e infatti c’è un ballottaggio aperto tra lui e Coppola per domani. Vedremo chi partirà dall’inizio. Felipe — l’altro Felipe — è in crescita. Come vi ho detto prima, è arrivato con i normali effetti del fuso orario, del viaggio, di una struttura di allenamento differente. Ha avuto bisogno di qualche giorno per adattarsi, ma questa settimana l’ho visto molto meglio. È un giocatore che potrà essere della partita, probabilmente a gara in corso".
Qual'è la situazione di Akinsanmiro?
"È stato in Coppa d’Africa per più di un mese senza mai giocare neanche un minuto. È normale che perda ritmo partita: puoi allenarti quanto vuoi, ma se non hai minutaggio nelle gambe, la condizione non può essere la stessa. Ho visto la partita, ho visto come si è allenato al ritorno e anche i 45 minuti contro l’Inter. La sua condizione è ovviamente da migliorare, ma è una cosa assolutamente normale dopo un mese senza gare ufficiali. Nelle competizioni come la Coppa d’Africa gli allenamenti servono soprattutto a preparare le partite, e se non giochi mai, non hai continuità. Lui deve stare tranquillo. Deve pensare solo a lavorare e a ritrovare la sua condizione migliore. È un ragazzo volenteroso, ha grande voglia di dare una mano ai compagni e questo è l’aspetto che conta di più. La crescita fisica arriverà".
Nonostante il risultato, il Pisa ha segnato due gol all'Inter e ha avuto un indice di verticalità interessante con Piccinini e Durosinmi. Può essere una chiave in vista del Sassuolo?
"Il Sassuolo è una squadra che ha indicazioni di verticalità molto alte, e certamente questo può essere una chiave della partita di domani. Dovremo essere bravi nella gestione delle transizioni, nell’equilibrio e nel portare pressione nel momento giusto. Per quanto riguarda Gabriele, ha “l’accento vivo addosso”, come si suol dire. Lo conoscete bene: è un giocatore che, se lo vedete in settimana, fate fatica a lasciarlo fuori. Per come si allena, per la sua volontà, per l’anima che mette dentro ogni seduta, è sempre uno dei più coinvolti e uno dei più intensi. Poi, ovviamente, io devo fare delle scelte, valutazioni e considerazioni legate alla partita e alla squadra. Ma averlo in rosa è molto importante. Gabriele è un giocatore che va messo nelle condizioni migliori per esprimersi: dobbiamo portare più palloni negli ultimi 20-25 metri, permettergli di attaccare l’area, la porta, sia su palla laterale che su palla frontale.
È uno che si muove bene dentro l’area di rigore, sente la porta. E quindi dovremo essere bravi, come squadra e come struttura di gioco, a servirlo di più in quella zona".
18:30 - fine conferenza











