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Pazienza: "Lite De Bruyne-Allegri? È chiaro che per il belga sia difficile accettare di abbassarsi"

Niccolò Righi
autore
Niccolò Righi
ieri alle 23:53Serie A
15.10.2026 23:53Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com

Michele Pazienza, ex centrocampista del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Tutto Napoli ripartendo dal ko in casa del Villarreal: "Credo che il prossimo passo che il Napoli debba compiere, al di là del sistema di gioco e dell'interpretazione della gara, sia proprio imparare a reagire alle difficoltà che si presentano durante la partita. All'interno di una gara se ne sviluppano tante altre, con situazioni diverse da affrontare. Quando il Napoli riuscirà ad avere la reazione e l'atteggiamento giusti nei momenti difficili, farà quel salto di qualità che oggi gli manca. Una squadra si costruisce soprattutto attraverso il modo in cui affronta le difficoltà. Questo aspetto oggi manca ed è evidente, ma parliamo di una squadra in costruzione, che sta cercando di creare un proprio percorso. Siamo ancora all'inizio e credo che Allegri lavorerà molto su questo aspetto, soprattutto mentale, giorno dopo giorno".

La difesa a tre può diventare una soluzione definitiva?
"La difesa a tre è sicuramente una soluzione che può dare vantaggi al Napoli nel tempo, considerando anche le caratteristiche dei suoi difensori. È chiaro che va lavorata, sistemata e migliorata, ma non credo che i problemi attuali, soprattutto quelli emersi nell'ultima partita, dipendano dal sistema di gioco, dalla difesa a tre o a quattro o dall'interpretazione della gara".

Come si comporterebbe con De Bruyne?
"Nel mio percorso mi è capitata una situazione simile: ho chiesto a un calciatore di giocare in un ruolo che non aveva mai ricoperto, se non in alcune circostanze di emergenza. In un primo momento era perplesso, ma quando ha iniziato a giocare in quella posizione si è reso conto dei vantaggi che poteva ricavarne. La sua risposta è stata più positiva del previsto, tanto che, quando ho avuto bisogno di riportarlo nel suo ruolo abituale, quasi desiderava restare dov'era. Molto dipende, quindi, da come il calciatore vive la richiesta e la accetta. Nel caso specifico di De Bruyne, se Allegri ritiene opportuno abbassarlo e allontanarlo dalla porta, chiedendogli di fare qualcosa a cui non è abituato e che probabilmente non gradisce, bisogna considerare anche la sua mentalità. È chiaro che per lui possa essere difficile accettare un cambiamento del genere. Credo però che, se Allegri si rendesse conto che il calciatore non risponde nel modo giusto, pur ritenendo valida la propria idea tattica, non insisterebbe e cercherebbe di sfruttare al massimo le caratteristiche di De Bruyne".

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