Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
Live TMW

Pisa, Giuseppe Corrado: “Progetto strategico per il futuro”

Pisa, Giuseppe Corrado:  “Progetto strategico per il futuro”TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 12:34Serie A
Davide Caruso

11:10 - Giuseppe Corrado, presidente del Pisa Sporting Club, ha commentato così, in conferenza stampa, il nuovo accordo con ChiantiBanca per la realizzazione del nuovo centro sportivo. Diretta testuale a cura di TMW.

11:45 Inizio conferenza

"Ringrazio per le parole. Il percorso descritto riassume bene le fasi del nostro progetto. Francesco ha sottolineato un punto fondamentale: oggi formalizziamo un lavoro che in realtà prosegue da molto tempo. Strutturare un’operazione finanziaria, integrarla con un progetto industriale e mediare tra realtà diverse richiede tempo, precisione e un coinvolgimento profondo di tutta la società. Siamo molto felici che il primo partner finanziario sia ChiantiBanca. Prima di diventare un sostegno concreto sul piano finanziario, è stata la prima banca ad affiancarci sul piano commerciale. Non occorre aggiungere altro. Il centro sportivo è il prerequisito di qualsiasi progetto industriale serio nel calcio. C’è chi entra in contesti già strutturati, con centri sportivi e stadi moderni; noi siamo entrati in un calcio che ne era privo. Per questo il centro sportivo rappresenta la nostra fabbrica. Mi piace usare questa similitudine per far capire il valore del progetto. Un’azienda senza fabbrica non può creare valore. Lo dico anche sulla base della mia esperienza in Barilla: quando lanciammo nuovi prodotti, all’inizio ci affidavamo a fornitori esterni, ma quando il mercato rispondeva serviva investire in stabilimenti, per garantire qualità, continuità e crescita. Nel calcio vale lo stesso principio. Se vogliamo costruire valore, dobbiamo avere una fabbrica che “conia” talenti, li fa crescere e li rende disponibili per la prima squadra. E se vogliamo essere competitivi, dobbiamo attrarre giocatori affermati che oggi — ed è la verità — valutano prima di tutto dove andranno ad allenarsi. Per molti giocatori, soprattutto del Nord Europa, il centro sportivo è il primo elemento che analizzano, perfino prima dell’offerta economica. I tempi si sono allungati perché siamo partiti da zero: non c’erano terreni, non c’erano strutture. Abbiamo dovuto individuare le aree, trattare con i proprietari, superare iter amministrativi lunghi e complessi. Ma oggi abbiamo un progetto che ci rende orgogliosi: non solo un’infrastruttura per la società, ma un luogo che offrirà nuove possibilità ai giovani della città, che spesso hanno dovuto rivolgersi altrove per strutture migliori. Il centro sportivo crea valore sociale e valore industriale. Sarà un progetto lungo, ma non lunghissimo. Prevede fasi operative, fasi di finanziamento, crescita strutturale. Siamo orgogliosi che molte realtà finanziarie abbiano accolto positivamente l’avvio del progetto e che ChiantiBanca sia stata la prima a sostenerlo. Questo è un tassello fondamentale del nostro percorso. Da nove anni diciamo che il risultato sportivo è una conseguenza. La continuità viene dalla programmazione, non dalle suggestioni. E Pisa, in 30 anni, ha sofferto proprio l’assenza di continuità. Il nostro programma è chiaro: centro sportivo, stadio, progetti commerciali, crescita del club da realtà territoriale a nazionale, e un giorno anche internazionale. Non viviamo alla giornata. Viviamo di programmazione. Ringrazio ancora ChiantiBanca: sono stati con noi fin dall’inizio, prima come partner commerciali e ora come partner finanziari del progetto più importante che abbiamo oggi".

Quali saranno i tempi?
"Sul centro sportivo posso dire che il cantiere sta andando avanti in maniera significativa, direi anche veloce. Nei prossimi giorni, come avevo anticipato prima di Natale, presenteremo un secondo partner finanziario: volevamo prima dare la giusta visibilità al primo istituto che ha creduto nel nostro progetto, ma è importante riconoscere anche le altre banche che lo hanno considerato prioritario già due anni fa, quando ancora mancavano alcune autorizzazioni. È giusto che abbiano il loro spazio e la loro presentazione. Dopo queste formalità arriveremo alla posa della prima pietra, che di solito coincide con l’avvio dei lavori. Noi lo faremo con qualche mese di ritardo, ma cambia poco, perché sarà comunque l’occasione per mostrare da vicino che i lavori sono già in fase molto avanzata.
Credo che Riccardo ci dirà che fra 15 o 20 giorni organizzeremo una presentazione ufficiale della posa della prima pietra, così potrete toccare con mano lo stato effettivo del cantiere. I tempi non cambiano: restano quelli previsti. Come abbiamo sempre detto, puntiamo ad avere in tempi relativamente brevi i primi due campi pronti, così da permettere alla prima squadra di utilizzare il centro sportivo già in una fase iniziale, con strutture più adeguate — comprese le palestre — mentre la parte finale, quella dedicata al settore giovanile, potrebbe arrivare con qualche mese di ritardo. Valuteremo insieme ai nostri tecnici se convenga iniziare a utilizzare il centro sportivo non appena alcune aree saranno pronte, oppure se aspettare che l’intero complesso sia completamente ultimato. È un po’ come quando si ristruttura un appartamento: c’è sempre la possibilità di entrarci mentre qualche elettricista o muratore sta ancora finendo gli ultimi lavori. Sarà una scelta tecnica che prenderemo insieme. Quello che è certo è che i tempi non variano: i 18 mesi che abbiamo indicato come riferimento restano validi".

A che punto siamo per l'acquisto dello stadio?
"Mi chiedete dello stadio. Negli ultimi mesi se ne è parlato molto, ma la situazione è molto semplice: non è cambiato assolutamente nulla.
Noi siamo in attesa di ciò che è previsto dalla prassi ufficiale, cioè l’apertura formale della procedura d’asta, accompagnata da una valutazione definitiva dell’impianto. Questa valutazione non è ancora stata fatta e, finché non sarà completata, non possiamo procedere.
Quando il Comune aprirà ufficialmente la procedura, noi ci sederemo al tavolo e valuteremo la proposta, tenendo conto anche delle spese che abbiamo già sostenuto per rendere lo stadio idoneo alla Serie A. Quell’aspetto dovrà naturalmente essere compensato.
Non è vero che l’asta fosse stata già fissata o che ci fosse un prezzo definitivo: se ne era parlato, ma non è mai stata aperta formalmente. La procedura deve ancora partire. Detto questo, con il Comune stiamo lavorando davvero in maniera egregia. Ogni intervento viene concordato e affrontato insieme, con grande disponibilità reciproca. Direi che questi primi sei mesi di collaborazione hanno dimostrato che c’è una volontà comune di andare avanti nel modo migliore e più rapido per tutti. La priorità, per noi, rimane quella di procedere secondo i tempi e le modalità che saranno stabilite ufficialmente, senza forzature ma con massima chiarezza".

Quali sono gli sviluppi di calciomercato?
"Faccio una premessa: credo che il calciomercato sia diventato un’ossessione per tifosi, media e appassionati. È comprensibile, perché è un tema che attira molto sul piano comunicazionale. Noi, però, affrontiamo il mercato come affrontiamo tutto: con programmazione. Quello che abbiamo fatto in questi primi giorni è esattamente ciò che avevamo pianificato dopo mesi di osservazioni, analisi, visite ai giocatori e incontri con gli agenti. Abbiamo lavorato su profili che già conoscevamo e che ritenevamo utili per integrare meglio la rosa, sulla base dell’esperienza maturata nelle prime partite. Però credetemi: il risultato sportivo non passa dall’acquisto di due o tre giocatori a gennaio. Passa dalla crescita della squadra, dall’acquisizione di autorevolezza e consapevolezza. E la nostra squadra — composta anche da ragazzi che affrontavano la categoria per la prima volta — oggi è più consapevole e più esperta rispetto a settembre. Ha imparato a gestire le partite, evitando quegli episodi che nei primi mesi ci sono costati punti negli ultimi minuti. Il mix tra la crescita interna dei giocatori e gli innesti che siamo riusciti a finalizzare ci dà fiducia. Negli ultimi due mesi la squadra ha dimostrato di stare in categoria molto meglio rispetto all’inizio della stagione. Poi, è chiaro, abbiamo avuto situazioni sfortunate: giocatori forti, molto importanti, hanno avuto infortuni inaspettati. Altri, che dovevano essere punti di riferimento per i più giovani, hanno avuto problemi fisici. Tanti nuovi arrivati hanno dovuto gestire infortuni: questo ci ha condizionati. Abbiamo compensato come potevamo. Ora rientra Akinsanmiro, che è stato via per la Coppa d’Africa e ci darà un grande aiuto a centrocampo. E rientreranno anche altri giocatori che possono alzare il livello. Coppola, per esempio: sei mesi di infortunio, era venuto in ritiro con le stampelle, ha ricominciato a correre a ottobre, oggi è un atleta recuperato che può dare tanto alla squadra e a se stesso.
Sugli infortuni non credo alla scientificità assoluta: spesso sono casuali, e molti dei nostri sono stati traumatici. Penso per esempio a Stengs: tre giorni fa l’ho rivisto allenarsi dopo quattro mesi. Era uno dei giocatori su cui puntavamo per avere qualità e carattere internazionale, caratteristiche che altri non hanno. Il suo recupero sarà fondamentale. La somma di queste cose oggi ci dà serenità. Sappiamo che non sarà facile, perché anche le altre squadre nel frattempo si sono rinforzate. Ma la fiducia che ci ha dato la squadra nell’ultimo mese è reale. Il pareggio con l’Atalanta, per esempio, ha un valore diverso rispetto all’andata: allora scoprivamo di poter competere; oggi abbiamo creato, giocato, tirato più degli avversari. Sono segnali importanti. Ora abbiamo anche nuovi innesti pronti e giocatori recuperati. La strada è questa: continuare a lavorare per trasformare le piccole sfumature delle partite in dettagli a nostro favore. All’andata non ci siamo riusciti, spesso per episodi. Io non parlo mai di fortuna o sfortuna: nello sport la fortuna non esiste. Io credo che nello sport, prima o poi, i crediti si incassano e i debiti si pagano. Noi, in questo momento, abbiamo più crediti che debiti. E sono convinto che nelle prossime 17 partite creeremo i presupposti per ottenere ciò che non abbiamo raccolto nel girone d’andata. Loyola verrà ufficializzato oggi pomeriggio, Lucca deve ancora venire col Napoli a giocare qui".

Quanta fiducia c'è in Gilardino?
"Per quanto riguarda il mister, permettetemi una considerazione: se dovessimo correre dietro ai “rumori”, avremmo già preso Zapata, Dzeko e chissà quanti altri. La fantasia dei media e le suggestioni dei social sono inesauribili. A volte mi viene il dubbio che qualcuno lo faccia pensando di poter condizionare le società, come a dire: forse non hanno abbastanza idee. Ma non è così, e non riguarda solo Pisa: riguarda tutta l’Italia calcistica. Sul tema Gilardino, poi, siamo alle solite. Capisco che qualche giornalista possa avere gusti, sensazioni o preferenze — fa parte del mestiere, e io rispetto il lavoro di tutti — ma noi, come società, dobbiamo restare fermi sui nostri programmi, sulle nostre aspettative e sulla progettualità che ci eravamo dati all’inizio del campionato. Se qualcuno è deluso, significa che aveva aspettative non allineate al nostro progetto. Noi non siamo delusi: noi siamo contenti. E lo dico chiaramente: io mi sono anche stancato di sentire colleghi di altre squadre dirmi “Però giocate proprio bene” e poi non portare a casa i punti. Giocare bene e non fare punti non basta. Non ci consola. Ma non è mai passato per la nostra testa cambiare allenatore. Forse è passato per la testa di qualche giornalista della “rosa” del giorno, visto che è uscito un articolo in cui si ipotizzava che stessimo cambiando Gilardino con un altro allenatore. Tra l’altro definito “amico di mio figlio”: non lo abbiamo nemmeno smentito, perché era una cosa talmente fuori luogo da non meritare risposta. La realtà è che Gilardino e il suo staff stanno lavorando benissimo. Nella nostra progettualità, l’obiettivo era far crescere i giocatori rispetto a settembre — e questo è accaduto in maniera evidente. La squadra è maturata, ha trovato consapevolezza, e gran parte di questo percorso è merito del lavoro quotidiano dello staff tecnico. Le suggestioni dei media e dei social noi le leggiamo, perché è giusto che ognuno esprima la propria opinione. Ma non cambiano e non cambieranno il nostro percorso".

12:35 fine conferenza.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile