Pisa, l'ad Corrado: "Seguiamo da tempo Hiljemark, lui ha visto la luce dove gli altri hanno visto il buio"
12:50 - A breve le dichiarazioni dell’amministratore delegato del Pisa Sporting Club, Giovanni Corrado, nel giorno della presentazione di Oscar Hiljemark. Diretta testuale a cura di TMW.
13:15 inizio conferenza stampa
"Ringraziamo Alberto e tutto il loro staff per il loro lavoro che è stato buono. Hanno raccolto molto meno di quello fatto e ci è dispiaciuto esonerarlo. Il secondo tempo di Milano e la partita con il Sassuolo ci hanno portato a questa scelta. Seguivamo Hiljemark da quando abbiamo preso Hojhoolt. Lo abbiamo preso perché vedeva la luce dove tutti vedevano il buio. Ci mancano 3/4 punti per essere in linea con il nostro percorso".
Può spiegare il discorso prezzi della giornata neroazzurra?
"Sui prezzi dei biglietti ci sono stati un po’ di problemi, lo sappiamo, e capisco perfettamente la domanda. Io ti dico che queste ultime 72 ore sono state molto intense: insieme agli amici e alle persone che lavorano nella società abbiamo ragionato tanto, perché la società cerca sempre di fare politiche che vadano incontro ai tifosi. Però dall’altra parte ci sono dei costi enormi che gli azionisti devono sostenere per mantenere la categoria. Capisco benissimo che il tifoso vorrebbe seguire la squadra a prezzi accessibili, ma dall’altra parte la società si trova nella necessità di garantire risultati, e per farlo deve sostenere investimenti continui. C’è proprio un incentivo legato alla categoria stessa. E spesso, questa estate, abbiamo sentito commenti del tipo: “È bastata una foto” o “È sufficiente avere un terzo di un secolo in questa categoria”. Oggi il tifoso del Pisa, così come il giornalista che segue la squadra ogni giorno, è convinto di avere in casa la migliore soluzione sul mercato. Ma purtroppo questo è un messaggio che dobbiamo ancora riuscire a far passare anche fuori. Voglio che sia chiaro che tutto quello che fa la società lo fa pensando al territorio italiano. Però c’è anche la necessità continua di dare un segnale alla proprietà: dimostrare che tutti stanno facendo la propria parte per sostenere una categoria che è difficilissima. Pisa, quando entra in Serie A, diventa subito una delle piazze più ambite. I giocatori iniziano a guardare la classifica prevista, lo stadio, il pubblico che trascina, quello che la squadra esprime in campo… e allora piano piano si incuriosiscono. Però oggi a Pisa manca ancora tanto per stare davvero dentro questo panorama: manca a livello di stadio, manca a livello di centro sportivo. Stiamo lavorando, gli sforzi sono enormi. Ma portare grandi giocatori in piazze come questa non è semplice, né dal punto di vista economico né da quello del convincimento. Perché tu puoi avere lo stadio più pulito, la città che spinge di più, ma poi ci sono piazze che ai nostri occhi sembrano inferiori… però quei giocatori hanno fatto dieci anni di fila in Serie A, quindici anni in Serie A negli ultimi venti. L’esperienza pesa. E purtroppo l’esperienza non si può improvvisare: la devi aver vissuta. Con 17–18 punti vedreste un Pisa diverso, una prospettiva diversa. Con 14 punti questo non lo vedi. Il Pisa ha vinto quattro o cinque partite in meno delle concorrenti dirette e ne ha pareggiate cinque o sei in più. Di base, ci mancano quei due o tre punti che cambierebbero completamente la percezione delle cose. Però quello che voglio dirvi è questo: ricordatevi che, a prescindere dallo stato d’animo di chiunque — il più ottimista o il più pessimista — l’obiettivo si decide all’ultima giornata. Non si può pensare di farcela prima, al primo anno. Ricordatevi come sono stati i primi anni di altre società… guardate il primo anno del Sassuolo, dieci anni fa".
13:44 - Fine conferenza











