Processo esagerato per Lautaro. Senza Lukaku, non è distante dall'anno scorso
Quanto è esagerato questo processo a Lautaro Martinez. Come fosse una seconda scelta di un campionato minore di chissà quale parte dell'Europa dell'Est. Inchiodato, l'argentino, per si in effetti reso delle aspettative. Per aver, sì, segnato meno rispetto all'anno scorso a questo punto della stagione. Quando il Toro aveva confezionato 15 reti, di cui 13 in Serie A, 1 Coppa Italia alla Juventus e 1 in Champions League al Real Madrid.
In Champions l'argentino quest'anno non è riuscito a far brillare il suo nome sul maxi tabellone digitale. 0 gol in sette partite europee. Ed è qualcosa che salta all'occhio perché el diez non vede la porta da 630 minuti. Non pochi per il centravanti titolare dell'Inter. Che però è lo stesso di quello che ha colpito - Supercoppa inclusa - 12 volte in stagione, lo stesso di quello che ha strappato tre punti al Sassuolo e che ha schiaffeggiato Napoli e Atalanta.
È vero che lo score globale ad oggi è inferiore all'anno scorso (dove però con Lukaku s'era istaurata un'alchimia fortissima, molto lontana dall'attuale intesa con Dzeko), è vero che al Toro proprio adesso si chiede di più e che ci si aspetta una crescita anche sotto l'aspetto delle responsabilità, ma è anche vero che tutto è ancora in gioco e che mancano tre lunghi mesi al traguardo. C'è tanto tempo per tornare a illuminare il cielo su San Siro, a partire da domani.











