Roma, Ranieri: “Dybala e Pellegrini? Se si trova un accordo bene, altrimenti arrivederci”
“Noi non è che stiamo chiedendo di andare in Champions League, anche se è la voglia di tutti quanti”. Claudio Ranieri, intervistato da Sky Sport, racconta il progetto della Roma nelle mani di Gian Piero Gasperini: “Con la proprietà si è parlato di un programma di tre anni, dove l’allenatore ha chiesto 15-16 giocatori da far ruotare e altri giovani. Siamo la Roma, tutto subito non è possibile. Stiamo facendo molto bene, siamo molto contenti di come la squadra e di come Gasperini sta facendo. Siamo molto contenti”.
Ha scelto lei Gasperini.
“No, abbiamo scelto. C’è stata una lista di nomi e io, tra tutti, ho detto la mia. Poi loro (i Friedkin, ndr) hanno parlato con alcuni allenatori e hanno scelto Gian Piero”.
Gasperini ha detto "o parliamo di Under 23 o di Champions".
“È quello che sappiamo dall’inizio. La voglia è quella di andare il più alto possibile, però stiamo costruendo. Io sapevo che avremmo passato due mercati di difficoltà, e sono sincero: non pensavo di poter vedere tutti questi arrivi, sia nel primo che nel secondo mercato. Questo dimostra che Gian Piero è molto bravo: voleva Malen e Zaragoza, sono arrivati. Robinio Vaz è un ingaggio voluto da noi tutti, perché tutte le squadre d’Europa stanno acquistando giocatori giovani, a 50-60 milioni di euro. Tu non puoi competere con Chelsea, Liverpool, Paris Saint-Germain: stiamo cercando di fare qualcosa, sperando di centrare questi ragazzi”.
Dalle tensioni tra Gasperini e Massara esce un’energia costruttiva o possono minare la serenità?
“Sono due caratteri differenti. A Gian Piero piace stare lì sempre a martellare, venisse qui Dio come direttore sportivo martellerebbe pure lui. È il suo modo di lavorare, lui arriva la mattina e batte i pugni sul tavolo, voglio questo e voglio quell’altro. Massara è una persona molto riflessiva, molto calma: cerca di fare il suo lavoro e non dobbiamo mai dimenticare che lui rappresenta la società. Io sto nel mezzo”.
Che idea si è fatto di Malen e Zaragoza?
“Beh, Malen è un giocatore di grandissima esperienza, sa giocare da punto di riferimento lì davanti e si sa smarcare benissimo. Riesce a farsi vedere anche nelle situazioni più difficili, anche con l’Udinese si è creato 2-3 occasioni. Zaragoza dovrà capire il gioco di Gasperini, perché lui finora ha sempre fatto l’ala, è sempre stato largo. Però ha quella capacità di saltare l’uomo, nell’uno contro uno è molto bravo. È uno che rompe la marcatura”.
Che succederà con Pellegrini e Dybala?
“Per la sopravvivenza del club bisogna abbassare il monte stipendi, sennò non ce la facciamo con le regole UEFA. Non è che la società non vuole, è che altrimenti non ci si riesce. In base a quello che hanno fatto sul campo e a quello che ci dirà l’allenatore e alle valutazioni della società, se c’è un incontro bene. Altrimenti ci si saluta”.
Quanto sono coinvolti i Friedkin?
“Mi sembra che il nuovo stadio lo dica ampiamente, quanto sono coinvolti. Hanno preso un allenatore per tre anni, la richiesta è stata chiara: vogliamo essere in Champions League. Poi ci sarà l’anno in cui magari vincerai lo scudetto e l’anno in cui faticherai. Non si può dire a un allenatore devi fare questo o quello. A fine anno si vede, e non parlo di classifica, ma di numero di giocatori che il nostro allenatore reputa blocco. Io so che lui vuole uno zoccolo duro di 15-16. Il nostro obiettivo è portarli, domani, dopodomani? Io sono un ex allenatore, li avrei voluti ieri. Però non si può fare tutto subito, siamo uniti e quando Gasperini parla non dice una virgola fuori posto. Ai Friedkin dico sempre che sono d’accordo con lui, perché è un uomo di grande visione. Però dobbiamo avere il tempo di arrivare a quella visione”.
Al reinserimento di Totti ci stanno pensando?
“Ci stanno pensando, mi auguro che Francesco possa essere veramente utile alla Roma. Francesco è una parte della Roma”.











