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I verdetti della stampa. Lazio: Milinkovic il migliore, male Luiz Felipe e Hysaj

TMW - I verdetti della stampa. Lazio: Milinkovic il migliore, male Luiz Felipe e HysajTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Insidefoto/Image Sport
martedì 24 maggio 2022, 19:15Serie A
di Riccardo Caponetti
fonte Dall’inviato a Roma

Quinto posto e terzo piazzamento consecutivo davanti alla Roma. La Lazio conquista l’Europa League (6a stagione di fila, pass ottenuto con una giornata d’anticipo) e si gode il lavoro svolto da Sarri in dieci mesi intensi e molto complicati, con la squadra che - dopo il quinquennio con Inzaghi - ha faticato all’inizio ad assorbire le idee e le metodologie del nuovo tecnico per poi migliorare alla distanza, chiudendo il campionato in un Olimpico con 55 mila tifosi in festa. Ecco, nel focus di TMW, le domande a cui rispondono tre firme per ogni piazza.

Chi è stato l'MVP della stagione?

Carlo Roscito (Corriere dello Sport)
“Milinkovic, giocatore di un’altra categoria. A volte sembra fuori luogo non solo nella Lazio, ma anche in Serie A. È di un livello superiore, alcune partite le ha vinte o riprese da solo con prepotenza. Doppia doppia cestistica tra gol e assist, è il LeBron James della Lazio”.

Daniele Rocca (Il Tempo, LaLaziosiamonoi)
“Milinkovic. Questa è stata la sua miglior stagione, non solo dal punto di vista dei gol e degli assist. Non sono i numeri che certificano la sua crescita e la sua forza, ma la facilità con cui scherza con gli avversari e crea occasioni da gol da solo, anche se è una mezzala. È diventato un calciatore totale, è perfetto sia in fase offensiva che difensiva. È giusto che giochi la Champions ogni anno, è ingiusto però privarsi di un giocatore così”.

Marco Calabresi (Corriere della Sera)
”Milinkovic-Savic. Sarebbe facile dire Immobile per il quarto titolo di capocannoniere e per tutte le volte che ha risolto le partite, ma il serbo è stato dominante non solo nei numeri di gol e assist. Elemento imprescindibile”.

Chi è stato la rivelazione della rosa in stagione?

Carlo Roscito (Corriere dello Sport)
”Anche se non sono vere rivelazioni dico Felipe Anderson e Lazzari. Il primo è troppo sottovalutato: è vero che non sempre è dentro i 90’, ma non ha mai saltato una partita quest’anno e ha un buon bottino di gol e assist. Con lui i tifosi sono sempre troppo critici. Poi Lazzari: dopo le difficoltà della prima parte di stagione e le voci a gennaio sulla possibile cessione è riuscito a diventare un fattore nella seconda parte di campionato. Gli vanno dati i giusti meriti.

Daniele Rocca (Il Tempo, LaLaziosiamonoi)
“Fa strano dirlo ma è Pedro. Sapevamo che potesse essere un fattore già da quando era stato accostato, ma la rivelazione è nell’attaccamento che ha dimostrato alla Lazio nonostante arrivasse dalla Roma. Si è calato in maniera incredibile nella realtà biancoceleste, portando personalità e carisma in uno spogliatoio rimasto orfano di due punti di riferimento come Parolo e Lulic”.

Marco Calabresi (Corriere della Sera)
”Patric. Tanto criticato per anni, ha vissuto una stagione sorprendente in un ruolo tra l'altro non suo, quello del centrale difensivo. Era un altro di quelli destinati a partire, ma con le prestazioni e soprattutto con l'atteggiamento in campo si è guadagnato la stima dei tifosi e probabilmente il rinnovo”.

Chi è stato la delusione?

Carlo Roscito (Corriere dello Sport)
”Hysaj. Era arrivato a parametro zero come un acquisto intelligente. Mi aspettavo di più, almeno che fosse utile visto che conosceva Sarri e i suoi principi. Invece ha deluso e ha commesso tanti errori gravi, fino a scalare nelle gerarchie del tecnico”.

Daniele Rocca (Il Tempo, LaLaziosiamonoi)
”Non soltanto per il rendimento sportivo, la delusione è Acerbi, che si è dimostrato inadatto nel giocare in una difesa a 4. E soprattutto quando c’è da aprire bocca. È un dispiacere enorme dover puntare il dito su un ragazzo che negli ultimi anni è stato un cardine della Lazio. Ma tutta la difesa è stata una delusione, ci sono calciatori che non si sono dimostrati all’altezza: ci metto dentro Hysaj e Luiz Felipe con il mancato rinnovo”.

Marco Calabresi (Corriere della Sera)
”Luiz Felipe. C'erano diversi modi per chiudere l'esperienza con la Lazio. Tra questi, anche dare tutto fino all'ultimo minuto dell'ultima partita onorando la maglia e la società che lo ha preso sconosciuto e lo ha cresciuto. La sensazione, invece, è che già da tempo avesse staccato la spina pensando ad altre avventure”.