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Spalletti e il rinnovo: cosa c'è dietro la scelta di un contratto a breve termine. Andrà bene sia a lui che alla Juventus. Inter-Atalanta vale più di tre punti: Chivu non può riaprire un campionato già chiuso. Ma la Dea ha l'orgoglio ferito

Spalletti e il rinnovo: cosa c'è dietro la scelta di un contratto a breve termine. Andrà bene sia a lui che alla Juventus. Inter-Atalanta vale più di tre punti: Chivu non può riaprire un campionato già chiuso. Ma la Dea ha l'orgoglio ferito TUTTOmercatoWEB
Lorenzo Di Benedetto
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Lorenzo Di Benedetto
venerdì 13 marzo 2026, 16:00Editoriale

Mentre il calcio italiano si lecca le ferite per un'annata in Champions League da dimenticate, è già tempo di iniziare a progettare il futuro, al netto di quelli che saranno i verdetti di questo finale di stagione. Chi è al lavoro ormai da settimane, tra rinnovi di contratto già ufficializzati e le trattative per altri prolungamenti che arriveranno a breve, è la Juventus, che ha come obiettivo primario quello di andare avanti con Luciano Spalletti. L'accordo, e ve lo abbiamo raccontato, è molto vicino, ma la cosa che potrebbe apparire strana è la durata del contratto dell'allenatore con la Vecchia Signora. Non ci sarà infatti continuità con i rinnovi di Yildiz e McKennie, che hanno messo nero su bianco nuovi contratti con scadenza 2030: il tecnico firmerà per un anno, con opzione per il secondo e alla base di questa decisione c'è la volontà di entrambe le parti.

Spieghiamoci meglio. Sia la Juventus che Spalletti hanno infatti la voglia di andare avanti insieme, e questa è la cosa che conta più di tutte le altre, ma senza vincoli che potrebbero in un certo senso "danneggiare", e le virgolette sono d'obbligo, qualcuno in futuro. La Juve ha infatti ancora a libro paga Thiago Motta, nonostante l'addio di un anno fa, e avrebbe potuto avere anche Igor Tudor se solo l'allenatore non si fosse accordato con il Tottenham da poche settimane, mentre nella mente di Spalletti è ancora presente come andò nel momento in cui firmò il suo contratto pluriennale con l'Inter. Quando il tecnico toscano fu esonerato la decisione che prese fu netta: restare sotto contratto con i nerazzurri fino alla naturale scadenza per principio, perché aveva svolto il suo lavoro e centrato gli obiettivi che gli erano stati prefissati a inizio stagione. Ecco, quella sua scelta lo penalizzò, tanto da aver perso alcune occasioni di poter tornare ad allenare, e per questo motivo Lucio non vuole correre un altro rischio del genere. Non per sfiducia nei confronti della Juventus e del progetto tecnico bianconero, ma per una questione di vecchie esperienze che Spalletti non vuole tornare a vivere.

E alla Juventus va bene così, per il discorso che abbiamo fatto in precedenza. Morale della favola: la fiducia è totale, sia da parte della Juve che da parte di Spalletti ed entrambe le parti vogliono siglare un accordo a breve termine.

Già da oggi sarà poi tempo di tornare a parlare del campionato e il weekend che ci attende potrebbe essere molto importante, sotto tanti punti di vista. Il primo big match sarà quello di sabato tra Inter e Atalanta e già dal verdetto di San Siro potranno arrivare spunti di riflessione che sposteranno l'attenzione su un obiettivo o su un altro. L'Inter deve dimostrare di essere una squadra capace di mettersi alle spalle l'ennesimo derby perso, il secondo in questa stagione. Sarà vietato sbagliare, senza se e senza ma, perché in caso di sconfitta il campionato rischierebbe di riaprirsi davvero. E Chivu non può permetterselo, anche perché il rischio sarebbe quello di far riaffiorare qualche paura all'interno dello spogliatoio, dopo i fallimenti dell'anno scorso, quando Lautaro e compagni passarono da sognare il triplete a rimanere con un pugno di mosche in mano.

La partita tra Inter e Atalanta vale più di tre punti, anche per la Dea, chiamata a reagire dopo le sei sberle prese dal Bayern Monaco martedì. Palladino deve sfruttare la spinta che i suoi tifosi hanno dato alla squadra, nonostante l'1-6 in Champions. Al Meazza ci sarà dunque una sfida delicatissima, per tutti: vincere significherebbe mettersi alle spalle un ko pesante, sia da una parte che dall'altra e a questo punto della stagione sarebbe di vitale importanza riuscire a chiudere un capitolo negativo per iniziarne subito un altro molto più convincente.

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