Zazzaroni non sta con Marotta: "Beppe, da te no. Certe cose me le aspetto dai curvaioli"
"Beppe, da te no". Ha questo titolo l'editoriale di oggi sul Corriere dello Sport di oggi, a firma del direttore Ivan Zazzaroni, e dedicato alle parole di ieri di Giuseppe Marotta, presidente dell'Inter, in conferenza stampa pre-assemblea di Lega Serie A e in risposta alla nube di polemiche generatasi dopo Inter-Juventus e l'espulsione di Kalulu provocata da un contatto fortemente accentuato da Bastoni.
Zazzaroni elenca di fatto i principali temi dialettici del discorso di Marotta: "il riassuntino delle puntate precedenti, la lista dei torti o favori di un passato addirittura remoto, l'apertura di armadi altrui per esporre scheletri me li aspetto da un tifoso, da un opinionista tifoso a contratto o da un leone da tastiera". Così esordisce Zazzaroni, aggiungendo come contraltare che non si aspetterebbe tali discorsi da un dirigente come Marotta, uno che "dovrebbe pensare al bene comune".
Zazzaroni quindi prosegue, scrivendo senza troppe mezze misure: "Beppe mi ha deluso". E aggiunge: "La prima amarezza me la aveva procurata Chivu con la teoria del braccio di Kalulu". Spiegando però di poterlo parzialmente capre e perdonare in quanto ha deciso di difendere Bastoni e di non compromettere il rapporto con lo spogliatoio.
Marotta no, però, almeno non secondo Zazzaroni. "Gli otto anni alla Juve lo hanno fatto diventare quello che è oggi", aggiunge il direttore del Cor Sport. "Non ho mai dato troppo peso alla Marotta League", prosegue Zazzaroni portando come prova gli scudetti persi di recente dall'Inter. E proprio in virtù della scarsa inclinazione al complotto, l'editoriale si conclude così: "Mi permetto di muovergli un appunto: se anche lui si pone sullo stesso piano dei curvaioli, non c'è salvezza".











