Vicenza, il patron Rosso: "Alcuni tifosi mi hanno minacciato di morte, ho dovuto denunciare"
Renzo Rosso, patron del Vicenza, è intervenuto in collegamento con “È solo calcio” dopo aver conquistato la matematica promozione in Serie B. Queste le sue parole riportate da trivenetogoal.it.
“Io penso di aver dato tanto al club e la famiglia Rosso in questi anni ha dato un grande contributo alla città”, sottolinea. Il numero uno del Vicenza ribadisce come il suo impegno vada oltre il calcio: “Il mio amore per il Vicenza nasce per lo scopo sociale e questo mi inorgoglisce molto”.
Rosso evidenzia anche i risultati del settore giovanile: “Cito 4.000 bambini che si allenano tutti i giorni e li togliamo dalla strada. Poi sette giocatori del nostro settore giovanile sono in nazionale”.
Secondo l’imprenditore, il club rappresenta un esempio virtuoso: “La società è diversa dalle altre e ben costruita, può essere considerata un modello”.
Sul nuovo impianto, Rosso è chiaro: “Il progetto è già stato fatto qualche anno fa, ma non voglio portarlo avanti da solo perchè è un investimento da 100 milioni”.
L’obiettivo è coinvolgere il territorio: “Non voglio che il Vicenza sia la mia squadra ma il club della città, sarebbe qualcosa di unico e speciale”.
“Io non mi sono mai permesso di suggerire qualcuno”, precisa Rosso, sottolineando come le scelte siano state affidate all’area tecnica e al figlio Stefano.
“Devo fare i complimenti a lui per aver costruito questa squadra fantastica senza prime donne”, aggiunge, ribadendo la filosofia da seguire anche in futuro: “Tutti allo stesso livello, è solo così che si può fare qualcosa di speciale”.
Il rapporto con la tifoseria è intenso: “La Curva è qualcosa di speciale”, racconta Rosso, ricordando anche un momento personale: “Mi sono emozionato”.
Il patron ammette di vivere le partite con grande trasporto: “Io sono molto emotivo e soffro la partita, quando perde torno a casa e ho l’umore a pezzi”.
Non manca però un passaggio sulle difficoltà: “La tifoseria anche se sembra carina in realtà ha qualcuno di cattivo e mi ha minacciato di morte e poi ho dovuto denunciare”.
Nonostante tutto, la linea resta chiara: “Io penso sempre di aver messo il massimo, non mi sono mai tirato indietro, sia mezzi economici che morali”.











