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Vicenza in Serie B, la rivincita della famiglia Rosso: ora non si ripeta l'errore del passato

Vicenza in Serie B, la rivincita della famiglia Rosso: ora non si ripeta l'errore del passato
© foto di Uff. Stampa Vicenza
Tommaso Maschio
Oggi alle 08:57Serie C
Tommaso Maschio
fonte Luca Bargellini

C'era una volta un imprenditore veneto che aveva costruito un impero mondiale della moda partendo da un paio di jeans cuciti a mano a quindici anni. Renzo Rosso, fondatore di Diesel e presidente di OTB Group (la holding che controlla marchi come Maison Margiela, Marni e Viktor&Rolf) nel maggio 2018 aveva rilevato all'asta di liquidazione il ramo d'azienda del Vicenza Calcio, fallito pochi mesi prima. Era, a suo modo, un atto d'amore verso la sua terra. Un progetto ambizioso. Una scommessa.

Sette anni dopo, quella scommessa si è trasformata in un percorso irto di emozioni, rimpianti, dolori e ora (finalmente) di una gioia matematica: il Lanerossi Vicenza è nuovamente in Serie B

Da Bassano a Vicenza: la nascita di un progetto
Nel luglio 2018, Renzo Rosso si presentò a giornalisti e tifosi come nuovo proprietario del Vicenza, portando con sé l'intero management del Bassano Virtus, club di cui era proprietario da ventidue anni: il figlio Stefano come presidente, Werner Seber come direttore sportivo e Giovanni Colella come allenatore. Fu una rifondazione vera e propria, non un semplice cambio di proprietà. Il marchio Diesel diventò main sponsor della maglia biancorossa, e fu stretto un accordo con la famiglia Marzotto per il recupero del nome Lanerossi, il lanificio vicentino che aveva reso celebre la squadra nel dopoguerra. Nella prima stagione, il Vicenza concluse il campionato a metà classifica e fu eliminato al primo turno dei playoff dal Ravenna. Una partenza prudente, da società che stava costruendo le fondamenta. Due anni dopo, però, arrivò il risultato che tutti aspettavano.

La prima promozione e il brusco risveglio
La stagione 2019-20, sotto la guida di Domenico Di Carlo, si interruppe in anticipo per la pandemia, ma il Vicenza si trovava al primo posto in classifica nel Girone B di Serie C e il Consiglio Federale ufficializzò la promozione in Serie B. Era il coronamento del lavoro avviato due anni prima. L'anno successivo i biancorossi centrarono una tranquilla salvezza, e il 9 febbraio 2021 la società modificò la denominazione in L.R. Vicenza S.p.A. Poi arrivò il crollo. Nel campionato 2021-22 il Vicenza accumulò 5 sconfitte nelle prime giornate, con Di Carlo esonerato e sostituito da Cristian Brocchi il 22 settembre 2021. La squadra chiuse il 2021 all'ultimo posto con soli 7 punti, venne rivoluzionata a gennaio e, a quattro giornate dalla fine, Francesco Baldini fu chiamato per tentare la rimonta verso la salvezza. I biancorossi conquistarono l'accesso ai playout grazie a una vittoria all'ultima giornata in casa dell'Alessandria, vinsero per 1-0 la gara d'andata grazie a Maggio, ma al ritorno a Cosenza crollarono 2-0 e retrocedettero in Serie C. Quella retrocessione rimase una ferita aperta per Renzo Rosso, che nell'intervista al Corriere della Sera per i suoi settant'anni confessò: "Avevo grandi ambizioni, ma il calcio non è controllabile". Una lezione imparata a caro prezzo.

Tre anni nel purgatorio: le finali maledette
L'annata 2025-26 è la terza consecutiva in Serie C per il Vicenza dopo la retrocessione del 2022. Un purgatorio lungo, segnato da due eliminazioni ai playoff che hanno lasciato il segno. Il primo colpo al cuore arrivò nel giugno 2024. Vicenza e Carrarese si sfidarono nella finale playoff per l'ultimo posto disponibile in Serie B. Lo 0-0 al 'Menti' nell'andata lasciava tutto aperto, ma allo 'Stadio dei Marmi' di Carrara fu decisivo il gol di Finotto dopo appena sei minuti: la Carrarese, che mancava dalla Serie B dal 1948, si prese la promozione al posto dei biancorossi. Undici mila tifosi al Menti nell'andata: tutto sprecato.
L'anno dopo il dolore fu ancora più bruciante. In semifinale il Vicenza incontrò la Ternana: 0-0 all'andata al Menti, poi il disastro al 'Liberati'. La Ternana dominò il ritorno in ogni aspetto, imponendosi 3-1 con reti di Curcio, Aloi e Cianci, mandando a casa un Vicenza lento, confuso e senza reazione, salutato dai fischi e dalla contestazione della propria tifoseria. Erano tre anni che la Serie B sfuggiva di mano.

La svolta: arriva Fabio Gallo
L'estate 2025 cambiò tutto. La società prese la decisione più importante degli ultimi anni: affidare la panchina a Fabio Gallo, reduce da una stagione straordinaria con la Virtus Entella. Il Vicenza lo ingaggiò il 26 giugno 2025 con un contratto biennale, con la missione esplicita di centrare quella promozione che alla stagione precedente era sfuggita proprio in semifinale playoff. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Gallo ha trasformato il Vicenza in una macchina da punti, guidando il Girone A di Serie C con un vantaggio che ha reso il campionato quasi una formalità. Ha portato con sé la stessa idea di calcio, il 3-5-2, la solidità difensiva, la mentalità di squadra, che l'aveva già condotto alla promozione con i Diavoli Neri nella stagione precedente, riuscendo nell'impresa di vincere due campionati di fila dalla C alla B con due squadre diverse. Una prima volta assoluta.

Adesso non si ripeta l'errore del 2022
La lezione del passato è chiara, scritta a chiare lettere nella storia recente del club. La promozione del 2020, celebrata con entusiasmo, si tramutò in un'esperienza traumatica perché mancò la continuità progettuale. Tre allenatori in una stagione di Serie B, una rosa assemblata male, una gestione tecnica caotica: tutti errori che non possono essere replicati. Stefano Rosso, presidente dalla fondazione del club nel 2018, ha costruito in questi anni una struttura societaria progressivamente più solida, capace di attrarre investimenti e di fare scelte tecniche ponderate. Quella di Gallo, un allenatore con un metodo riconoscibile, capace di costruire identità di squadra in ambienti diversi, è andata in questa direzione. Ma la vera sfida inizia adesso.
In Serie B la storia del Vicenza degli ultimi vent'anni è fatta di salvezze in extremis, playout, retrocessioni e rimpianti. Per spezzare questo ciclo servirà una pianificazione estiva seria, un mercato oculato e la capacità di non cedere alla tentazione di alzare troppo l'asticella in un sol colpo. Renzo Rosso aveva detto che il calcio non è controllabile: ma si può fare di tutto per ridurre gli imprevisti.

La famiglia Rosso ha dimostrato di avere la pazienza e le risorse per costruire qualcosa di duraturo. Ora ha l'occasione, forse più concreta che mai, di dare al Vicenza non solo una promozione, ma una permanenza stabile nel calcio che conta. Stavolta, però, il lieto fine dovrà essere solo l'inizio.

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