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Arturo Bellabio, dai campi di calcio a missionario laico

Arturo Bellabio, dai campi di calcio a missionario laicoTUTTO mercato WEB
© foto di Rosario Carraffa/TuttoPalermo.net
mercoledì 25 dicembre 2024, 23:36Altre Notizie
Redazione TMW

Sembra giusto il giorno di Natale parlare ancora una volta della bella storia sportiva e umana di Arturo Ballabio alla quale è stato già dedicato ampio spazio su queste pagine negli anni scorsi.

Arturo Ballabio è stata una buona seconda punta, un jolly del reparto offensivo abbastanza lento ma potente e con una buona elevazione e senso della posizione. Nato in provincia di Como nel 1949 durante la carriera professionale iniziata nel 1967 e che si è conclusa nel 1980 ha indossato le maglie di Monza, Verbania, Seregno, Palermo e Caratese. Ha giocato complessivamente più di 300 partite in carriera sopratutto in serie B e in serie C realizzando circa 60 reti.Ha vinto con la maglia della Nazionale il Mondiale Militare nel 1973 a Brazzaville nella allora Repubblica Democratica Popolare del Congo assieme a compagni come Bordon e Graziani ed ha giocato in serie A e in serie B con la maglia del Palermo fra il 1972 e il 1976. Nella stagione 1972-73 giocò 14 partite in serie A con la maglia rosanero realizzando le reti decisive che permisero al Palermo di superare fra le mura di casa il Napoli e la Fiorentina oltre alla rete della bandiera in occasione della sconfitta per 1-4 con la Juve del grande Zoff al Comunale di Torino. Il 12 dicembre del 1973 fu protagonista della grande vittoria del Palermo in Coppa Italia che proprio con una sua rete ed un’altra di Barbana superò la grande Juve alla Favorita qualificandosi per la finale del torneo..Arturo Ballabio si ritirò poco più che trentenne dai campi da gioco decidendo di cambiare totalmente vita e di diventare missionario laico assieme alla moglie Massimiliana e ai suoi cinque figli.

Descritto come persona taciturna, mite e amante della musica classica e anche dell’arte classica divenne missionario in Ecuador,in Sri Lanka ma, sopratutto in Peru’ dove riuscì ad aprire un ospedale a Chacas, un paese andino sulla cordillera blanca a quasi 3400 metri di altitudine e a Chimpote dove ha dato assistenza ai tantissimi bambini di strada abbandonati a se stessi.
Dopo aver aperto e rafforzato missioni in tutto il mondo mi dicono che Arturo Ballabio viva oggi ad Arese dove opera in un centro salesiano per i ragazzi disadattati continuando così la sua opera di aiuto e sostegno ai più bisognosi.
Una bellissima storia di calcio e vita.
Buon Natale caro Arturo.

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