Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche

Addio al betting sulle maglie: la Premier League rischia un buco da oltre 90 milioni di euro

Addio al betting sulle maglie: la Premier League rischia un buco da oltre 90 milioni di euroTUTTO mercato WEB
© foto di José María Díaz Acosta
Luca Bargellini
Oggi alle 10:27Calcio estero
Luca Bargellini

La Premier League si avvicina alla stagione 2026/27 con un problema commerciale di proporzioni inedite. Il divieto volontario alle sponsorizzazioni di società di betting sulle maglie (concordato tre anni fa con il governo britannico e posticipato per dare ai club il tempo di trovare alternative) sta producendo effetti pesantissimi sul mercato. Secondo quanto rivelato da The Guardian, nove club di Premier non hanno ancora siglato un accordo per il main sponsor per le proprie maglie, dodici non hanno ancora firmato alcun tipo di contratto, e diversi rischiano concretamente di scendere in campo senza sponsor sulla maglia all'inizio del campionato.

Un buco da 80 milioni
Le cifre fotografano la gravità della situazione. Un dirigente di un club di Premier ha dichiarato al Guardian che la perdita collettiva derivante dai soli accordi sulle maglie potrebbe raggiungere gli 80 milioni di sterline nella prossima stagione (poco meno di 92 milioni di euro). Fuori dalle big six, le offerte ricevute dai club si sono dimezzate rispetto al passato: da una forchetta compresa tra 8 e 12 milioni di sterline a stagione, si è scesi a circa 4-5 milioni.
Le società di betting (in particolare quelle rivolte ai mercati asiatici) erano per anni disposte a pagare cifre ben superiori alla media di mercato pur di ottenere visibilità globale attraverso le maglie della Premier League. La loro uscita dal mercato ha generato una concorrenza intensa tra i club rimasti, ma a prezzi sensibilmente più bassi.

Chi ha trovato soluzione e chi è ancora scoperto
Dei dieci club con sponsor di betting nella stagione in corso, solo il Bournemouth ha già annunciato un sostituto: lo sponsor dello stadio Vitality si sposterà sulla maglia in un accordo a prezzo ridotto. Il Brentford è vicino a un annuncio simile con Indeed, il motore di ricerca di lavoro che già sponsorizza il kit di allenamento. Entrambi i club hanno accettato contratti nell'ordine dei 4-5 milioni di sterline annui, in sensibile calo rispetto ai precedenti.
Everton e Fulham sembrano invece destinati a fare eccezione: i due club sono in trattativa avanzata con il broker valutario CMC Markets, in un accordo che porterebbe addirittura un modesto aumento rispetto ai contratti attuali con Stake e SBOBet. Gli altri sette club con sponsor legati al betting sono ancora sul mercato. Everton e West Ham hanno optato per una soluzione ibrida: i rispettivi sponsor Stake e Boyle Sports migreranno sulle maniche delle maglie, settore in cui il divieto non si applica.
Fuori dalla cerchia delle società con sponsor simili, anche Chelsea e Newcastle sono ancora alla ricerca di un nuovo partner: i contratti con IFS e Sela scadono in estate. I Blues in particolare hanno una storia ricorrente: nelle ultime tre stagioni hanno iniziato il campionato senza sponsor, siglando accordi a breve termine in corsa, una strategia che secondo il Guardian è costata al club decine di milioni di sterline in mancati ricavi.

Le big sono al sicuro, ma il Tottenham guarda al futuro
Il divario commerciale tra le grandi e il resto della Premier League si allarga ulteriormente. Arsenal, Liverpool, Manchester City e Manchester United sono blindati da contratti pluriennali con Emirates, Standard Chartered, Etihad Airways e Snapdragon, ciascuno tra i 50 e i 60 milioni di sterline annui. Il Tottenham ha un accordo da 40 milioni con la compagnia assicurativa AIA, ma scade al termine della prossima stagione: anche gli Spurs dovranno affrontare presto il mercato. Leeds e Brighton hanno invece contratti a lungo termine con Red Bull e American Express.

Primo piano
TMW Radio Sport
Serie A
Serie B
Serie C
Pronostici
Calcio femminile