Zé Roberto svela: "Ho fallito al Real Madrid per i videogiochi, mangiavo male e dormivo poco"
Parlare oggi di Zé Roberto significa inevitabilmente soffermarsi sulla sua incredibile forma fisica. A 51 anni l’ex centrocampista brasiliano continua a stupire per la condizione atletica che gli ha permesso di giocare fino ai 43, risultato di una carriera costruita con grande disciplina e attenzione ai dettagli. In un’intervista rilasciata al programma Abre Aspas di Globo Esporte, l’ex nazionale verdeoro ha ripercorso alcuni momenti chiave del suo percorso.
Zé Roberto ha raccontato come il primo approccio al calcio europeo, al Real Madrid, fu uno shock: “Sono arrivato in uno dei club più grandi del mondo senza essere pronto, né mentalmente né tatticamente. Nello spogliatoio vedevo macchine di lusso e vestiti eleganti, mentre io ero molto semplice. Roberto Carlos scherzava dicendo che sembrava fossi lì per dipingere lo spogliatoio”. In quel periodo, ha ammesso, anche alcune distrazioni hanno inciso sulle sue prestazioni. “Giocavo ai videogiochi fino a tardi, mangiavo male e dormivo poco. È stato l’unico momento in cui non ero in forma. Se un atleta non si concentra, resta indietro”.
Da lì è nata la svolta che ha cambiato la sua carriera: “Ho capito che il mio corpo era il mio strumento di lavoro. Ho iniziato a trattarlo come una macchina che ha bisogno di manutenzione ogni giorno”. Una mentalità che gli ha permesso di giocare per decenni, tornando anche al Bayern a 35 anni e chiudendo la carriera nel 2017 con il Palmeiras. “Mi sono adattato ai cambiamenti del calcio e questo mi ha permesso di durare così a lungo. Oggi cerco di trasmettere queste lezioni agli altri”.











