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Inter, adesso la crisi c'è. Milan, a gennaio servivano rinforzi e Ibra è stato un errore doppio. 5 minuti per l'Ucraina? Ipocrisia. Serve altro

Inter, adesso la crisi c'è. Milan, a gennaio servivano rinforzi e Ibra è stato un errore doppio. 5 minuti per l'Ucraina? Ipocrisia. Serve altroTUTTO mercato WEB
lunedì 28 febbraio 2022, 08:20Editoriale
Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Probabilmente si riprenderà. Probabilmente vincerà lo scudetto. Probabilmente andrà a casa in Champions League. Sta di fatto che l'Inter si è persa. Dal post derby, Simone Inzaghi non trova più la "sua" Inter. Non è finita, certo. I cali ci sono in tutte le squadre nel corso dei dieci mesi di campionato. Vince chi fa durare i periodi difficili il meno possibile. Gli allarmi sono, in ordine: gli ultimi 20 minuti con il Milan, i primi 45 minuti di Napoli, l'approccio con il Sassuolo con conseguente sconfitta e il pareggino con il Genoa per 0-0. L'allarme attacco c'è. Poi se sia colpa di Lautaro o di tutta la squadra lo dovrà capire l'allenatore ma se oggi parliamo di Juventus di nuovo in corsa per lo scudetto facciamo ridere tutta Europa. La Juve senza mai presentarsi in questo campionato per lo scudetto potrebbe rientrare dalla finestra. Non sarebbe merito di Allegri, che continua a giocare male e a subire, ma di chi sta avanti che ha smesso di correre. Ricordate la solita frase: lo può perdere solo l'Inter? Oppure la classica affermazione a proposito della Juve da rimonta scudetto? Può crollare una, ma non possono crollare in tre lì avanti. Invece le milanesi si devono svegliare.

I problemi dell'Inter sono abbastanza evidenti: fa fatica a segnare e non esprime più quel gioco che abbiamo visto nella seconda parte del girone di andata. Manca anche cattiveria e c'è chi sostiene che la colpa sia del calo fisico; cosa che succede spesso alle squadre di Simone Inzaghi. Se così dovesse essere certamente sarebbe un problema. L'Inter non può buttare un campionato così. Era sotto di 7 punti rispetto a Milan e Napoli, poi ha corso tanto e sembrava avesse fatto l'allungo decisivo. Questo calo è quasi inspiegabile.

Il Milan sta confermando quello che vi abbiamo detto il 31 gennaio. I rossoneri hanno la colpa di aver rinviato gli acquisti invernali in estate. Pioli aveva bisogno di rinforzi subito. Non ad agosto. Il difensore serviva numericamente e qualitativamente. Poi se in attacco non hai Ibra non puoi pensare di non prendere una alternativa a Giroud. Confermare lo svedese è stato un doppio errore, anzi triplo. Il primo errore: 7 milioni netti ad un calciatore di 40 anni non si possono dare. Dovrebbero vietarlo per legge. Se tieni Ibra e non pensi che ti servano altre due prime punte affidabili significa che vuoi giocare col fuoco. Terzo errore: a gennaio non puoi ignorare il problema e ti metti a fare le scommessine su ragazzi del 2004 quando invece la punta ti serve il 1 febbraio. Pioli su questo non ha colpe. Il mercato di riparazione, il Milan l'ha fatto passare in cavalleria ma serviva per ovvie ragioni, tra infortuni ed emergenze. Rischia di far passare un treno sul quale bisognava restarci. La fortuna è che l'Inter non corre. Ora c'è il Derby tra due squadre che potrebbero ritrovare nuova linfa da una semifinale che vale più di una stracittadina, in questo momento storico della stagione. Anche su Pioli abbiamo qualche dubbio: quando arrivano i mesi primaverili, solitamente, la squadra cala. Può essere una coincidenza e ce lo auguriamo ma attenzione a non sottovalutare numeri e statistiche. Il campionato, quest'anno, si vince grazie soprattutto ai dettagli.
In chiusura una piccola riflessione politico-calcistica. 5 minuti di ritardo rispetto all'inizio classico. Bene, ovviamente, è una formalità ma come dobbiamo dire basta alla guerra bisogna dire basta anche alle ipocrisie e a gesti senza senso. Iniziare 5 minuti dopo una partita non serve a nulla, non dimostri nulla e nessuno se ne accorge. Ci sono altri mille modi e sistemi per far arrivare la nostra vicinanza alla popolazione ucraina. Questo ritardo di 5 minuti è solo la classica buffonata italiana. Il calcio italiano avrebbe potuto devolvere il 5% degli incassi all'Ucraina, tramite gli sponsor dei club avrebbe potuto far arrivare pane e pasta alla popolazione in guerra, avrebbero potuto fare mille cose concrete o anche di immagine; sicuramente questa è stata la mossa più inutile che potesse partorire il calcio italiano. In tutto questo, nessuno si è preoccupato che ci sono 9 nostri connazionali intrappolati a Kiev che il calcio italiano conosce bene. Meglio non dire e non fare nulla. Con 5 minuti di ritardo abbiamo confermato di essere il Paese del tanto fumo e zero arrosto.

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