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Tra i nuovi, Spalletti prima degli altri è riuscito a prendere pieno possesso della sua squadra

Tra i nuovi, Spalletti prima degli altri è riuscito a prendere pieno possesso della sua squadraTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Insidefoto/Image Sport
lunedì 27 settembre 2021 11:42Il corsivo
di Raimondo De Magistris

Non inganni il risultato. Il 2-0 di ieri dopo il doppio 0-4 conquistato sui campi di Sampdoria e Udinese è stato probabilmente il successo più semplice del Napoli di Luciano Spalletti, l'unica squadra della nostra Serie A ancora a punteggio pieno dopo sei giornate di campionato. Una partita amministrata dall'inizio alla fine, spianata dalla rete in apertura di Victor Osimhen e gestita senza mai alzare troppo il ritmo della partita, contro un Cagliari che ha badato solo ed esclusivamente a difendersi.

Più della vetta della classifica, ciò che convince di questo Napoli è la sua capacità di aver subito appreso le idee del suo nuovo allenatore. Il tanto tempo avuto a disposizione questa estate ha agevolato il lavoro, ma Spalletti è stato bravo a entrare subito nella testa del suo ragazzi. A far capire fin da subito anche ad Anguissa, che si è aggregato al Napoli solo in prossimità della terza giornata, cosa dovesse dare a questa squadra. E fin qui, il camerunese ha dato davvero tanto.

Il Napoli oggi è quindi è una squadra riconoscibile al pari, ad esempio, del Milan di Stefano Pioli. Con la differenza che il tecnico rossonero lavora col suo gruppo da tre anni e Spalletti da tre mesi. L'attacco trainato da Osimhen ha in Insigne un altro insostituibile, e in Zielinski e Politano calciatori leggermente avanti nelle gerarchie rispetto a Elmas e Lozano. Mentre Ounas e Petagna sono gli attaccanti da inserire regolarmente nella parte finale del match. A centrocampo con Anguissa grande recuperatore di palloni il tecnico di Certaldo ha spostato Fabian Ruiz in cabina di regia, con risultati eccellenti. Potendosi occupare più della fase di possesso, lo spagnolo ha liberato la creatività del suo mancino. Soprattutto, con Spalletti sembra aver capito che a correre veloce deve essere il pallone, non lui col pallone. Più essenziale, più preciso.

In difesa, detto dell'intoccabile Di Lorenzo sulla fascia destra, c'è Mario Rui che a sinistra si sta rendendo protagonista di un eccellente avvio di stagione. Mentre al centro, al fianco di Koulibaly, la vera grande sorpresa di questo avvio di stagione: Amir Rrahmani. Più attento di Manolas, più consapevole dei suo limiti e quindi meno precipitoso, il difensore kosovaro ha scalzato il greco nelle gerarchie di Spalletti. Ha caratteristiche differenti da quelle di KK e forse anche questo lo rende più funzionale a giocare con lui. Con buona pace di Manolas, che dopo una estate trascorsa sperando di tornare all'Olympiacos ora si trova in panchina. E deve recuperare fiducia e minuti.

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