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L'ex LGI Bentivegna si racconta in esclusiva: "Voglio riprendermi ciò che ho perso"

L'ex LGI Bentivegna si racconta in esclusiva: "Voglio riprendermi ciò che ho perso"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Paolo Baratto/Grigionline.com
sabato 09 ottobre 2021 11:07La Giovane Italia
di La Giovane Italia
fonte La Giovane Italia (Andrea Manderioli)
L'attaccante ha narrato tutti i suoi trascorsi dalle giovanili al giorno d'oggi ai microfoni de La Giovane Italia

IL PERIODO DELE GIOVANILI
Accursio Bentivegna nasce a Sciacca, in provincia di Agrigento, il 21 giugno del 1996. All’età di 10 anni inizia a saggiare il campo verde presso la scuola calcio della cittadina saccense, la Kronion, e nel 2009 si trasferisce a Palermo, dove intraprese il percorso delle giovanili fino ad arrivare alla Primavera, allora allenata da mister Giovanni Bosi. “Sono stati anni bellissimi che mi hanno fatto crescere molto anche a livello umano. Mi sono trasferito nel capoluogo quando ero molto giovane, lasciando i miei genitori a soli 13 anni. All’inizio era difficile perché dovevo abituarmi e mi sentivo come un pesce fuor d’acqua. Per mia fortuna ho conosciuto persone stupende che hanno saputo aiutarmi. Si creò fin da subito una famiglia. Di anno in anno lottavamo per provare a vincere il campionato, a partire dai Giovanissimi fino ad arrivare alla Primavera. Li ricordo ancora come fosse ieri: quegli anni sono andati bene a livello personale, tant’è che molte volte partivo per andare in Nazionale”. A soli 18 anni, Accursio ebbe l’opportunità di esordire in Serie A con il club rosanero. Il giorno del debutto fu il 31 agosto 2014 contro la Sampdoria, quando mister Giuseppe Iachini lo gettò nella mischia facendolo subentrare a Franco Vázquez: “Un’emozione unica, il sogno di una vita. Mi tremavano le gambe al sol pensiero di entrare in campo e vedere tutta quella gente che mi guardava dagli spalti”. Quella partita finì 1-1 e per lui fu la prima presenza su tre stagionali con la prima squadra. In quel periodo ebbe occasione di approcciare con figure di spicco del calcio attuale e del passato: “Legai con tante persone come Maresca, Sorrentino e Dybala, ma passavo molto tempo con Andrea Belotti, ragazzo veramente di cuore con il quale condividevo la stanza”. Nel febbraio 2015 si laureò capocannoniere del Torneo di Viareggio alla pari con Federico Bonazzoli.

UN ATTACCANTE DALLA SPICCATA FANTASIA
Bentivegna si descrive così: “La mia attitudini sono quelle di saltare l’uomo e attaccare la profondità mentre il mio ruolo naturale è quello di esterno sinistro. Non sono un giocatore che segna tanto ma amo confezionare assist. Ovviamente devo perfezionarmi in fase realizzativa perché i gol, soprattutto per gli attaccanti, sono importanti anche a livello mentale. Mi trovo bene con il 4-3-3, sono cresciuto con quel modulo perché nelle giovanili lo usavano molto e i risultati erano positivi. Mister Bosi mi concedeva molta libertà, infatti svariavo molto per il campo per non dare punti di riferimento e far male alle difese avversarie”. Da piccolo sognava guardando Del Piero in tv: “Guardando lui, ma anche Miccoli, mi emozionavo; soprattutto per il loro modo di fare gol (tiro a giro). Ho avuto la fortuna di conoscere Fabrizio, una persona speciale. Mi piacerebbe conoscere anche Alessandro ma mi consolo guardando le sue storie su Instagram o guardando dei video su YouTube di quando giocava”.

IL PROSEGUO DELLA CARRIERA E LE ASPETTATIVE FUTURE
Dopo le giovanili e l’esordio in Serie A, Accursio prosegue la propria carriera vestendo le maglie di diverse squadre tra Serie B (Como ed Ascoli) e Serie C (Carrarese, Imolese e Juve Stabia): “Di annate positive purtroppo ne ho avute poche a causa degli infortuni subiti, ma quella più bella è stata quella alla Carrarese perché in quell’occasione sfiorammo la promozione in Serie B”. Oggi per lui ha preso il via la seconda stagione con la maglia della Juve Stabia dopo la parentesi dello scorso anno all’Imolese, dove si trasferì a gennaio. Ad oggi può vantare 7 presenze e 2 gol in avvio di campionato: “Mi sto trovando bene. Mister Novellino l’ho già avuto a Palermo e anche se io ero ancora piccolo, lui mi fece giocare in un Empoli-Palermo. Lo staff è meraviglioso, sono tutte persone che si mettono a disposizione completa della squadra. A livello personale sto facendo bene ma so che posso migliorare ulteriormente. Prima che cominciasse la stagione ho scommesso con me stesso. Voglio riprendermi tutto quello che ho perso per strada in questi anni sfortunati”. Riguardo al futuro l’unica certezza che ha è quella di voler rimanere nel mondo del calcio: “È ancora un po' presto per pensare a cosa farò dopo l’addio al calcio giocato, ma mi piacerebbe restare in questo ambiente, magari come allenatore per provare a fare cose importanti. Ai giovani posso dire che per esprimere il meglio di sé bisogna divertirsi in ciò che si fa. Sicuramente ci saranno tanti periodi bui nell’arco di una carriera ma la forza del giocatore vero è quella di rialzarsi e dirigersi verso l’obiettivo prefissato”

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