Alla scoperta di Luca Reggiani. L'ex tecnico: "Spero sia il 'nuovo Nesta'. Arriverà in Nazionale"
Nonostante la pesante sconfitta per 2-0 subita dall’Atalanta, il calcio italiano ha avuto comunque motivo di sorridere osservando quanto accaduto al Signal Iduna Park di Dortmund, dove il giovane difensore italiano Luca Reggiani ha debuttato in Champions League con la maglia del Borussia. Per il modenese classe 2008, quella di ieri è stata la prima partita da titolare tra i professionisti, coronamento di un 2026 da sogno: iniziato con l’esordio in Bundesliga contro il Wolfsburg e proseguito con un impiego in una gara delicatissima come il playoff contro la Dea, chiusa con undici interventi difensivi completati, tre duelli vinti e una precisione nei passaggi dell’85%.
La storia di Reggiani è quella di uno dei tanti (troppi) giovani talenti italiani che scelgono di lasciare il paese per inseguire il proprio sogno all’estero. Così, nel gennaio 2024, Reggiani saluta l’Emilia e il Sassuolo, club in cui era cresciuto dal 2016, per trasferirsi nella Ruhr. Nel corso di quegli otto anni, il suo percorso si è incrociato con quello di Maurizio Neri, attuale Direttore Tecnico delle giovanili della Reggiana, che in esclusiva a TuttoMercatoWeb non si dice affatto sorpreso della crescita del giovane talento: “Sto seguendo la sua crescita ed è una soddisfazione enorme vedere un ragazzo che hai allenato arrivare a quei livelli. Sinceramente non mi aspettavo un esordio in Champions così presto, ma allo stesso tempo non mi sorprende affatto”, ammette Neri.
Il dirigente ricorda anche i primi segnali del talento di Reggiani: “Mi sbilanciai già dopo poche settimane, al termine di una partita estiva. Gli dissi che se avesse messo la testa sarebbe potuto arrivare ovunque, perché in 15 anni di settore giovanile lui è sicuramente uno dei ragazzi più forti che ho avuto”. Una previsione che oggi sta diventando realtà: ieri 90 minuti in Champions, con grande tranquillità e personalità, nonostante un cartellino giallo nei primi minuti che non ha minimamente scalfito la sua prestazione.
“Il percorso è ancora lungo e lui deve continuare a mantenere i piedi ben saldi a terra - continua Neri - però ha tutte le caratteristiche giuste per emergere: fisico, tecnica, testa, personalità. Tatticamente è molto ordinato anche in gare delicate. Deve ancora crescere e migliorare, ma il suo potenziale non ha limiti. Faccio fatica a trovargli punti deboli: ha tutto per giocare a grandi livelli e diventare un futuro patrimonio della nostra Nazionale. Un paragone? Non ne faccio: io gli auguro di essere il ‘nuovo Nesta’”.
Un attestato di stima enorme per un ragazzo che a 18 anni non si pone limiti. Ora a goderselo è il Borussia Dortmund – vera fucina di giovani talenti italiani insieme a Filippo Mané e Samuele Inacio – ma il futuro potrebbe anche riportarlo in Serie A. “Per me Luca deve giocare in una delle prime 4-5 squadre italiane in futuro. Ora però lasciamolo maturare in Germania, poi speriamo che il suo cuore lo riporti in Italia. Di sicuro diventerà un giocatore della Nazionale, su questo non ho dubbi. Un allenatore che potrebbe valorizzarlo? Sono certo che saprà imparare da ogni allenatore, ma allo stesso tempo credo che sarà anche lui a far comodo ad ogni allenatore che avrà”, conclude Maurizio Neri.











