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Allarme rosso per il Pisa: ultimi a 15 punti, per restare in Serie A ora serve un miracolo

Allarme rosso per il Pisa: ultimi a 15 punti, per restare in Serie A ora serve un miracoloTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 06:45Serie A
Davide Caruso

All'indomani del posticipo della 26ª giornata del Franchi, l'analisi dei dati restituisce una fotografia cruda e inequivocabile dei rapporti di forza visti in campo. La vittoria di misura per 1-0 permette alla Fiorentina di compiere un balzo cruciale in classifica, agganciando Lecce e Cremonese a quota 24 punti. Sull'altro fronte, la sconfitta fa sprofondare il Pisa: la squadra nerazzurra si ritrova all'ultimo posto a quota 15 punti, in coabitazione con il Verona. A dodici giornate dal termine, il ritardo di nove lunghezze dalla zona salvezza suona come un allarme rosso. I numeri del match report non fanno che certificare l'emergenza tattica della formazione ospite, incapace di reagire all'assoluto dominio territoriale dei padroni di casa.

Le statistiche della gara raccontano un vero e proprio monologo viola. La Fiorentina ha monopolizzato il pallone con il 56% di possesso, costruendo la manovra con un'eccezionale precisione nei passaggi pari al 92% (486 completati). La fase di rifinitura ha visto la squadra di casa dominare la trequarti, registrando ben 98 passaggi riusciti nell'ultimo terzo di campo contro i soli 50 degli ospiti. Il Pisa ha interpretato la partita correndo costantemente a vuoto. I nerazzurri hanno percorso complessivamente 122.627 chilometri contro i 117.138 della Fiorentina, un dispendio energetico enorme speso unicamente nella corsa all'indietro per chiudere le linee di passaggio. L'incapacità di consolidare il possesso in transizione offensiva ha costretto gli uomini di Hjliemark al fallo sistematico (19 infrazioni commesse contro le 8 viola) e ha sterilizzato l'attacco: appena 6 tiri totali, di cui soltanto uno nello specchio, contro le 15 conclusioni della Fiorentina.

I numeri esaltano le prove dei singoli che hanno orientato tatticamente la sfida. Nella Fiorentina, Moise Kean è stato il terminale offensivo perfetto: oltre al gol, ha generato 2 occasioni da rete nette, totalizzando 5 tiri di cui 2 in porta. Alle sue spalle, Cher Ndour ha fornito una prestazione di strapotere fisico e tecnico: 12.023 chilometri percorsi, 3 tiri in porta e la capacità di rompere costantemente le linee. Sulle corsie, l'influenza di Dodô è stata totale: il brasiliano ha fatto registrare l'indice di "disponibilità al passaggio" più alto del match (77.28%), offrendo un appoggio costante allo sviluppo della manovra. Nel Pisa, l'unica vera diga è stata eretta da Marius Marin. Il centrocampista rumeno è stato il giocatore ad aver percorso più chilometri in assoluto (12.312 km), unendo quantità a una notevole lucidità (93% di passaggi riusciti su 58 tentativi e 7 palloni recuperati). Il suo sforzo, tuttavia, non è bastato a colmare il divario tecnico in mediana.

Il turning point si è verificato già al 13' con la rete di Kean. Il gol ha immediatamente invalidato il piano gara speculativo del Pisa, costringendo una squadra non costruita per il palleggio proattivo a dover fare la partita. Il secondo momento di svolta tattica è arrivato all'intervallo. Hjliemark ha cercato la scossa inserendo Meister, Durosinmi e Aebischer. L'ingresso di Henrik Meister ha effettivamente alzato i ritmi (registrando la velocità media in corsa più alta, 19.726 km/h), ma il sistema di pressing preventivo della Fiorentina lo ha letteralmente disinnescato: i dati mostrano che Meister è stato il giocatore a ricevere la percentuale più alta di pressione avversaria di tutta la partita (80.76%). Forte del vantaggio, la Fiorentina nel secondo tempo ha saputo abbassare intelligentemente il proprio baricentro a 45.76 metri, controllando i ritmi e congelando il pallone.

I numeri del Franchi raccontano di una Fiorentina in totale controllo della propria identità tattica. La gestione dei ritmi, l'occupazione degli spazi e la pulizia del palleggio certificano il salto di qualità di una squadra che ha meritato di agganciare il treno salvezza a quota 24. Per il Pisa, invece, il report statistico è un duro richiamo alla realtà. La tenuta atletica non è in discussione, ma un approccio basato sul 44% di possesso palla e sulla mera resistenza difensiva si sta rivelando insufficiente. Con sole dodici partite rimaste e nove punti da recuperare per sperare in un miracolo, la squadra di Hjliemark dovrà obbligatoriamente trovare meccanismi di costruzione offensiva più efficaci, abbandonando l'esclusiva vocazione alla trincea.

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