Palermo, tre indizi fanno una prova: Joronen si prende la porta. Priorità al rinnovo
"Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova" è probabilmente una delle citazioni più note al grande pubblico dei libri di Agatha Christie.
Affermazione, quella in questione, che si adatta benissimo alla stagione di Jesse Joronen con la maglia del Palermo. Un rapporto, quello fra il finlandese e il club siciliano, nato davvero sotto una buona stella. Ma il futuro quale sarà?
Joronen, classe 1993, infatti, è arrivato agli ordini di Filippo Inzaghi, solo sul finire della finestra invernale di calciomercato e come vera e propria 'alternativa', tesserato a fronte del brutto infortunio rimediato da Alfred Gomis (primo indizio). Per lui, designato come dodicesimo alle spalle di Francesco Bardi, il contratto siglato recita chiaro: accordo fino a fine stagione e opzione per una eventuale annata in più.
Nel giro di pochi giorni, però, lo scenario cambia ancora. Anche Bardi s'infortuna (secondo indizio) e per Joronen adesso il ruolo è divenuto quello del titolare. E da alternativa d’emergenza è diventato il perno della miglior difesa del campionato.
Venticinque partite di Serie B, tutte vissute in campo. Con appena 19 gol incassati (miglior difesa del torneo) e una media voto (6.56 secondo le pagelle TMW) che lo mettono al secondo posto assoluto dei migliori giocatori della stagione (terzo indizio).
Tre indizi che fanno una prova. E che trasformano un contratto di pochi mesi in una priorità per il Palermo. Perché gli interessamenti sono dietro l'angolo, ma soprattutto perché il giocatore se lo merita.











