Brozovic top europeo, ma la sua assenza per l'Inter non può essere così evidente
Aspettando il rientro dopo la sosta quando il calendario dirà Juventus allo Stadium, l'Inter dovrà fare nuovamente a meno di Marcelo Brozovic. Questa volta, persa anche virtualmente la testa della Serie A, i nerazzurri non possono permettersi sbavature. Perciò eccola la sfida più importante di tutte: essere e fare l'Inter, pur privi di uno dei centrocampisti più forti, completi e incisivi del calcio europeo. Missione complicata vista la difficoltà mostrata dalle squadre di Spalletti, Conte e ora Inzaghi, ogni volta che Epic Brozo non ha potuto far parte del gruppo interista.
Missione tutt'altro che semplice vista la prestazione contro il Toro. Manca il settantasette e improvvisamente la manovra risulta più articolata, più lenta e spesso improduttiva. Manca presenza in mezzo al campo e non potrebbe essere altrimenti visto che stiamo parlando del secondo calciatore in Serie A per numero di chilometri percorsi, dietro al solo Thorsby della Sampdoria. Manca dinamismo, capacità di allungarsi con armonia e poi stringersi con altrettanta naturalezza. Mancano palloni illuminanti, elementi con i quali intercettare, recuperare e ripartire veloce.
Un'assenza, quella di Marcelo Brozovic, che ancora una volta sarà estremamente complicato mascherare contro una Fiorentina che, nonostante l'addio di Vlahovic, non ha smesso di correre veloce. Dopo la partenza del serbo, la Viola ha vinto quattro partite di cui due contro l'Atalanta, pareggiato una con il Verona e perso tre volte. Ma con la Juve il gol se lo è fatto da sola, contro il Sassuolo ha perso in dieci e all'ultimo secondo. Unica brutta caduta contro la Lazio al Franchi. Oggi il test è di quelli che non ammettono fallimenti. L'Inter dovrà crescere anche passando da qui, dalla mancanza di uno dei suoi motori più potenti.











