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Cagliari, mister Pisacane: "Dobbiamo lavorare di giornata in giornata"

Cagliari, mister Pisacane: "Dobbiamo lavorare di giornata in giornata"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca 2026
Oggi alle 13:10Serie A
Elena Accardi

Stamani, al termine della rifinitura, nella sala stampa del CRAI Sport Center di Assemini, il tecnico del Cagliari Fabio Pisacane ha incontrato i media per presentare il match di domani contro il Parma. L'allenatore rossoblù ha fatto il punto sulla situazione infortunati ed analizzato quello che potrebbe essere l'incontro del Tardini. Di seguito le parole del mister.

Ore 12:30 La conferenza stampa comincerà tra circa un quarto d'ora.

Ore 12:45 La conferenza stampa comincia con qualche minuto di ritardo.

Ore 12:55 Inizia la conferenza stampa.

Mister come sta la squadra?
"Recuperiamo solo Folorunsho e perdiamo Mazzitelli, per il resto è tutto invariato. Mancherà anche Mina per la squalifica. Per il resto continuiamo sulla falsariga di quanto fatto contro la Lazio".

Come si sopperisce la mancanza di Mina? Quali difficoltà ci saranno contro il Parma?
"Sicuramente dietro ho più soluzioni, Rodriguez potrebbe essere una delle carte da sfoderare. Al netto delle difficoltà e delle assenze, la squadra si è allenata bene e sa che per ovviare a certe difficoltà in certe situazioni bisogna anche essere brutti, sporchi e cattivi. Poi sarà l'atteggiamento che farà la differenza. Il Parma già all'andata ci ha dato un fotografia. Fanno tante transizioni e non dobbiamo essere disattenti".

Lei e Cuesta siete tra i mister più giovani della Serie A. Che rapporto ha con il mister del Parma?
"In questi cinque mesi ci siamo sentiti spesso. Sappiamo quanta responsabilità abbiamo verso un'epoca nuova e un cambio di generazione. Non è facile per noi, sappiamo da dove siamo partiti e sappiamo benissimo lo scetticismo che c'era nei nostri confronti. Entrambi cerchiamo di far parlare il campo e andare avanti per la nostra strada. Le nostre sono due squadre che si fanno riconoscere per aver costruito un'identità e questo non è banale. L'importante sappiamo che è fare punti e muovere la classifica e fare attenzione".

Liteta potrà essere impiegato a centrocampo?
"Sì, Liteta è una soluzione per il centrocampo, ma ci sono anche Malfitano e Sulev, altri ragazzi che ci portiamo dietro. Non ci piangiamo addosso e cerchiamo di trovare sempre soluzioni. Liteta è un ragazzo per cui abbiamo accelerato il processo perché si è ritrovato dall'inizio contro Verona e Juventus. Lui è un ragazzo che non soffre l'ambiente. Viene da un calcio diverso, ma anche lui ha una fame smisurata, vuole ribaltare il suo destino e sa che il calcio può essere la strada per farlo. Potrebbe essere della partita dal primo minuto".

Con il rientro Folorunsho, come cambia il Cagliari? Sarà utile per la lotta alla salvezza?
"Abbiamo perso Folorunsho il 21 dicembre con il Pisa ed è stato due mesi abbondanti fuori. Oggi non è in grado di partire dall'inizio, ma a gara in corso ci può dare una mano e un'arma che ci è mancata, per attaccare la profondità con più giocatori. La lotta salvezza... è inutile guardare gli altri. Penso che la corsa dobbiamo farla su noi stessi. Dobbiamo muovere la classifica e se si muove è perché facciamo punti noi. Ci dobbiamo concentrare su quello".

Contro la Lazio si è visto un Cagliari diverso rispetto a quello contro il Lecce. Domani bisognerà proseguire con l'atteggiamento visto contro i biancocelesti?
"Contro il Lecce non è stata la nostra migliore partita, ma non vuol dire che se perdi manchi in atteggiamento. Penso che la squadra abbia costruito un'identità ben precisa. Poi quando non fai risultato, sembra che l'atteggiamento venga meno ma non sono d'accordo. Ci sono anche gli avversari, ci sono più letture da fare".

Pensa che Rodriguez abbia risentito delle panchine dell'ultimo periodo?
"Vedendolo nel quotidiano, non penso che le panchine abbiano inciso negativamente sull’autostima. Ha personalità, entusiasmo e sa che il futuro è dalla sua. Penso che non veda l’ora di giocare, ha questa voglia matta di mettersi in mostra. Chiaramente bisogna trovare un equilibrio dopo la battuta d’arresto di Genova. Lui sa il mio pensiero e i motivi. Qualora dovesse giocare dirà la sua in termini di leadership e qualità".

Come ha visto il rientro di Dossena?
"Sapevamo le incognite a cui poteva andare incontro in quella gara. Non è banale tenere per 90 minuti quel ritmo, lui lo ha fatto. Con lo staff abbiamo cercato di centellinare il suo minutaggio. Con il Lecce è stata una esclusione programmata, per portarlo fino alla sfida contro la Lazio, dove ha fatto una gara importante. Conosciamo le sue qualità".

Tornando al discorso salvezza, a che quota si sentirà tranquillo?
"Non ho mai fatto tabelle né da calciatore né da allenatore. Preferisco ragionare nel breve periodo. Penso che questa squadra debba capire che tutto dipende da noi. Ogni partita ci può avvicinare all'obiettivo. Abbiamo fatto delle buone cose, abbiamo valorizzato i giovani, abbiamo portato al centro di tutto lavoro e senso di appartenenza. Sappiamo che Cagliari vive questa squadra con passione totale e a volte questa passione può diventare pressione continua. Penso che la serenità non si trovi nel lungo periodo, ma nel breve periodo, passando da quello che uno vuole lasciare sul campo. Ogni partita non è un match point, ma un passo verso l'obiettivo. Dobbiamo lavorare di giornata in giornata e vorrei esaltare il lavoro che ha fatto questa squadra nonostante le assenze. Concentriamoci sul presente che è ciò che ci permette di costruire un futuro sereno".

Ore 13:08 Termina la conferenza stampa.

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