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Berardi, Frattesi e non solo. Carnevali: "Vi racconto i retroscena di mercato"

ESCLUSIVA TMW - Berardi, Frattesi e non solo. Carnevali: "Vi racconto i retroscena di mercato"TUTTO mercato WEB
giovedì 23 marzo 2023, 08:05Serie A
di Tommaso Bonan
fonte Intervista a cura del direttore di TMW, Niccolò Ceccarini

Il 2023 ha riportato il Sassuolo sui suoi standard, le ultime quattro vittorie consecutive ne sono la conferma. E a parlarne, in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, è proprio l'Amministratore Delegato e Direttore Generale del club neroverde, Giovanni Carnevali: "Il 2023 per il Sassuolo è iniziato in un modo completamente differente rispetto alla prima parte di stagione. Eravamo consapevoli che avremmo avuto delle difficoltà, perché innanzitutto abbiamo fatto delle cessioni importanti, sono partiti dei giocatori di valore che ci hanno garantito molti gol pesanti nella scorsa stagione, e siamo andati ad inserire elementi giovani, a cui sapevamo sarebbe servito del tempo per crescere. Poi ci siamo un po' assestati e abbiamo recuperato giocatori che sono stati fuori per molto tempo come Berardi, Traore per 3 mesi, così come Muldur. Sapevamo però di avere una squadra con elementi bravi e avevamo molta fiducia nel mister, col tempo abbiamo risolto molti dei nostri problemi".

Come nasce in estate l'operazione Armand Lauriente? "Avevamo un'esigenza data dal fatto di avere fuori Traore per infortunio, c'era la necessità di coprire un certo tipo di ruolo. Col nostro scouting, con a capo Davide Cangini, e il nostro responsabile dell'area tecnica Giovanni Rossi, abbiamo identificato in Lauriente un giocatore di qualità e prospettiva, che rispecchia la politica del Sassuolo negli ultimi anni. E' stata una trattativa portata avanti col presidente del Lorient, molto complicata e lunga, ma il nostro intento era quello di arrivare al giocatore cercando di ottenere le condizioni migliori, con grande soddisfazione da tutte le parti e soprattutto del giocatore. Siamo contenti di questa operazione, perché sappiamo che è un giocatore che ci darà grandi soddisfazioni (operazione complessiva da 12 milioni, ndr)".

Frattesi è sempre sulla bocca di tutti. La Roma rimane interessata, ma c'è anche la Juventus? "Ad oggi il periodo del mercato fortunatamente non si è ancora aperto. A gennaio si è concluso un periodo complicato per noi, perché ogni volta che il mercato è aperto il Sassuolo va sempre un po' in difficoltà. Questo perché - anche per fortuna - abbiamo sempre dei giocatori che sono richiesti da club importanti e magari anche da parte del giocatore in questione ci può essere un po' più di confusione e questo ci può penalizzare. Sappiamo che Frattesi può avere delle richieste importanti, così come è avvenuto in estate. E' vero che la Roma si è avvicinata molto al ragazzo, noi tra l'altro con la società giallorossa abbiamo un ottimo rapporto visto anche le operazioni che abbiamo fatto a suo tempo come Marchizza, Pellegrini e Politano. Per le caratteristiche che ha, Frattesi credo sia un giocatore che può ambire anche ad un campionato estero di primissimo livello. Non ho dubbi che questa estate ci saranno delle trattative di valore sul ragazzo".

A gennaio per Frattesi ci ha provato qualche club straniero? "C'è stato qualcosa, ma sul nascere abbiamo bloccato qualsiasi trattativa per Frattesi, perché l'obiettivo di cessione per noi era diventato Traore. Questo per il semplice fatto che avevamo già in casa il suo sostituto, ovvero Lauriente".

Cosa si aspetta il Sassuolo da Agustin Alavarez? Il prossimo anno può essere quello buono? "Lui è un giocatore che credo possa avere un grande futuro. Un ragazzo giovane che deve ambientarsi nel nostro campionato, deve costruirsi ancora un po' sotto l'aspetto fisico, ma è di grande prospettiva. Bisogna dedicargli un po' di tempo, ma sì, spero e credo che l'anno prossimo sia l'anno buono. Comunque c'è da dire che là davanti in attacco ci sono elementi come Berardi, Pinamonti e Lauriente... insomma, non è così facile trovare spazio. Ma ci crediamo tanto e l'investimento importante che abbiamo fatto per lui ne è la dimostrazione".

Prima del rinnovo, a quale squadra è stato veramente vicino Berardi? C'era solo la Fiorentina? "E' il nostro campione, il più importante di tutti. E per il quale, prima di pensare di cederlo, non dormo per un mese... E' normale che soprattutto dal momento in cui l'Italia ha vinto l'Europeo, si siano scatenate le richieste per lui da più società. Poi il nostro e il suo desiderio di poter dare continuità fa parte di un progetto e di un percorso di questo Sassuolo che è da 10 anni consecutivi in Serie A e che ha una riconoscibilità che di anno in anno migliora sempre di più. Berardi è uno degli artefici di questo".

C'era anche il Milan su Berardi a suo tempo? "Non più di tanto. Vedete, la difficoltà è più che altro nel dire "c'era o non c'era". Quando si parla, ci sono sempre delle opportunità, poi però quando bisogna sedersi ad un tavolo con offerte economiche e contro-offerte e non si trova magari un accordo, allora lì capisci se c'è un interesse vero. Non siamo mai arrivati al punto di sederci a parlarne col Milan, poi magari sapevo che da parte di alcuni dirigenti c'era qualche interesse e da altri meno, ma non c'è mai stato niente di speciale".

A questo punto Berardi potrebbe addirittura chiudere la carriera col Sassuolo. "Saremo entrambi a decidere per il bene di tutti, mi farebbe piacere se continuasse con noi, ma dal momento in cui ci dovesse essere un grande club, credo sia giusto fare delle considerazioni e non chiudere la porta perché anche dal punto di vista umano è un giocatore a cui dobbiamo tanto".

Pinamonti ha segnato finora 4 gol in campionato, dopo un grande investimento questa estate. "Il Sassuolo in estate ha fatto una cessione importante con Scamacca al West Ham per più di 40 milioni, un ragazzo del '99 che volevamo sostituire con un altro giovane italiano, sempre del '99 quindi di prospettiva, e abbiamo investito su Pinamonti. Crediamo che a livello italiano punte così forti ce ne siano veramente poche. Sono convinto che prima o poi sarà il centravanti della Nazionale italiana".

Scamacca non sta andando benissimo al West Ham, Raspadori è vicino a conquistare lo scudetto col Napoli. "Scamacca ha avuto anche un infortunio ed è stato fermo per problemi fisici, ma è normale per un giovane italiano trovare qualche difficoltà in un campionato come la Premier. Io spero che anche queste società abbiano il tempo di aspettare i ragazzi giovani, a cui serve tempo per ambientarsi. Giocare in Premier non è così semplice, è più facile trovare ad esempio il posto giusto come ha fatto Raspadori in una società italiana, conoscendo già campionato e lingua".

Giacomo Raspadori si è trasferito in prestito con obbligo di riscatto che verrà esercitato alla fine dell'anno. Insomma, il futuro dell'attaccante è legato al Napoli anche se la presenza di Osimhen lascia pochi spazi agli altri. "La fortuna di Raspadori - continua Carnevali - è che può giocare in più ruoli. Mi sento comunque di dire che in una squadra di Serie A - non solo nel Napoli - tu devi avere più giocatori titolari. Quindi, non è facile trovare posto per Raspadori ma avrà sicuramente tutte le possibilità per potersi esprimere".

Mister Alessio Dionisi può ripercorrere le tappe di De Zerbi? "Credo abbia tutte le qualità per poter fare una carriera da allenatore importante in un grande club. Ha caratteristiche diverse da De Zerbi, ha un suo modo di lavorare di cui siamo molto soddisfatti e contenti. Anche lui, essendo un tecnico giovane, potrà esibirsi in palcoscenici importanti".

Un giudizio sulla stagione di Maxime Lopez e Bajrami. "Maxime Lopez quest'anno non è stato costante, ha dovuto ritrovarsi perché ha qualità ma oggi a certi livelli se non fai le cose nel modo giusto puoi trovare difficoltà, e lui le ha trovate. Adesso sta ritrovando la strada giusta, non si discutono le sue qualità, ma deve metterci del suo per cercare di fare il salto di qualità. Bajrami è arrivato da poco, l'abbiamo preso a titolo definitivo perché crediamo nel giocatore. Ha già risolto delle partite, per cui che dire... bisogna essere assolutamente soddisfatti".

Quanto manca a Carnevali il patron Giorgio Squinzi? "Tantissimo, lui e la moglie erano due persone straordinarie anche dal punto di vista umano. Mancano tantissimo a me ma anche a tutto il Sassuolo, anche se abbiamo la fortuna di avere i loro figli che ci danno continuità. Per me è come se fossero parte della mia famiglia, personalmente penso a loro molte volte perché sono state due persone a cui devo tanto".

Tre squadre ai quarti di Champions, due in Europa League e una in Conference: che segnale è per il calcio italiano? "Spero che sia un po' il risveglio del calcio italiano. In questi ultimi anni abbiamo lasciato un po' a desiderare nelle competizioni europee, adesso spero che questo sia un segnale di ripartenza del nostro calcio che ha bisogno di tornare a livelli competitivi con altri club. Siamo in un momento in cui anche a livello di visione e gestione come Lega Calcio - col presidente Casini e l'ad De Siervo - si sta cercando di portare avanti un percorso di crescita, che se abbinato anche ai risultati sportivi ci porterà ad avere risultati importanti come il calcio italiano dovrebbe avere".

Il Napoli sembra faccia un altro sport rispetto alle altre squadre. "Assolutamente sì. Penso sia la squadra che ha fatto vedere il più bel calcio, con giocatori straordinari. Inoltre, il Napoli ha avuto una grande capacità nell'aver fatto cessioni importanti, rimpiazzate con elementi altrettanto validi. E' un giusto riconoscimento di quello che stanno facendo, col contributo da parte di tutti, giocatori e società".

Come giudica la nuova formula della Supercoppa Italiana? "Credo che il calcio italiano debba cercare di dare molta più visibilità all'estero. Fa parte un po' della nuova strategia che la Lega Calcio sta portando avanti, credo sia una formula nuova che ci può dare riconoscibilità. Al di là dell'aspetto economico, quello che conta di più è far conoscere il nostro campionato che deve tornare il più bello del mondo".

Dopo 10 anni di Sassuolo, cosa farebbe Giovanni Carnevali se arrivasse un'offerta da un grandissimo club? "Sono abituato a non pensarci nemmeno fino a quando non arriverà veramente qualche offerta. Ma deve essere davvero un grande grande club perché il Sassuolo per me lo è già, e ti permette di lavorare e costruire facendo cose straordinarie come è successo in questi anni".

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