Fiorentina, una poltrona per due... è troppo stretta: a gennaio via Christensen o Martinelli
Il 2025 consegna alla Fiorentina l’immagine di un David De Gea dai due volti. Da una parte il portiere decisivo e affidabile della scorsa stagione, capace di blindare la porta viola in più occasioni; dall’altra una versione più fragile emersa nel girone d’andata. I numeri raccontano una fase complicata: 28 gol subiti in campionato, il peggior dato difensivo, e un rendimento poco confortante anche in UEFA Conference League. Per ritrovare un clean sheet bisogna tornare indietro fino alla gara con il Rapid Vienna. Paolo Vanoli prova allora la "cura della fascia", affidando allo spagnolo più responsabilità per restituirgli fiducia, anche se i gol sono arrivati comunque, persino nel 5-1 sull’Udinese e nello 0-1 incassato a Parma.
La scelta di proteggerlo è comprensibile, anche perché in un momento delicato non è semplice lanciare un 2006, seppur promettente, come Tommaso Martinelli. Proprio qui nasce però il dubbio sulla costruzione della gerarchia: tenere Martinelli come secondo ha limitato il suo minutaggio e, al tempo stesso, non ha garantito alla società un’alternativa di mestiere per far rifiatare De Gea. Luca Lazzerini resta terzo, consapevole del ruolo, mentre si è riaggregato Oliver Christensen, rientrato dal prestito allo Sturm Graz.
Ora la dirigenza riflette: tra i due secondi - scrive FirenzeViola.it - andrà fatta una scelta, anche perché per Christensen - reduce da sei mesi da titolare e con i Mondiali all’orizzonte - la panchina fissa sarebbe penalizzante. A gennaio chi cerca un portiere vuole certezze, e affidare un ruolo chiave a un 2006 con poche presenze non è semplice. Una poltrona per due è stretta: il mercato dovrà portare soluzioni equilibrate per club e giocatori.











