Giochista con risultati: il Parma sta trovando la sua filosofia
"Giochista o risultatista? Per me devi aumentare la probabilità di vincere. Quello è l'obiettivo di un allenatore e di una squadra. Per arrivare ai risultati devi giocare bene. Secondo me devi essere un giochista con risultati". Questo è probabilmente il passaggio più importante della conferenza stampa dell’allenatore crociato Carlos Cuesta prima della gara contro il Genoa. Al termine di una settimana piena di dibattiti e anche di critiche nei suoi confronti per lo schieramento tattico adottato nella partita contro il Napoli, il tecnico maiorchino ha fatto chiarezza, esprimendo senza mezzi termini la sua visione e scavalcando l’annosa polemica tra giochisti e risultatisti: per fare bene ci vuole un giusto mezzo, un punto d’incontro tra le due filosofie. Bisogna appunto essere “giochisti con risultati”.
Ecco che nasce così una terza via, una nuova filosofia che mette insieme le precedenti due. Ed è forse quella a cui è arrivato il Parma nelle ultime settimane: una squadra che sta aumentando la sua mole di gioco rispetto all’inizio della stagione, ma che allo stesso tempo dimostra una solidità difensiva che consente alla squadra di guadagnare punti importanti nella corsa salvezza. È successo a Napoli, dove i crociati hanno inchiodato i campioni d’Italia, e si è ripetuto ieri in casa contro il Genoa: una partita equilibratissima, dove il Parma ha avuto alcune occasioni per attaccare, ma nella quale c’è stata anche l’abilità di preservare il pareggio e portare a casa un punto che avvicina alla famosa “quota 40”, storicamente necessaria per la salvezza.
Nella partita di ieri il Parma ha proseguito nel suo progresso in fase offensiva, come più volte sottolineato da Carlos Cuesta: una squadra che sta diversificando i suoi modi di attaccare, non rifugiandosi solo nei cross (25 effettuati e solo 5 arrivati al compagno) e nei lanci lunghi (ben 44, di cui 26 andati a buon fine), ma passando anche attraverso una più fitta rete di passaggi in mezzo al campo. Più volte, infatti, il Parma ha tentato di sfondare per le vie centrali con il fraseggio ravvicinato, riuscendo anche a penetrare nell’area avversaria: vedasi l’occasione di Bernabé nel primo tempo, con il tiro arrivato dopo un bell’uno-due con Keita. I crociato dunque stanno cercando delle vie alternative che possano portare alla rete, ma senza dubbio devono aumentare il numero di queste situazioni di gioco (per parafrasare un’altra frase topica di Cuesta).
Manca ancora qualcosa a questo Parma in zona offensiva per essere pericolosi con più costanza. Forse anche un po’ di spensieratezza in più non guasterebbe, come ha sottolineato Milan Djuric in conferenza stampa: “Vedo i ragazzi in settimana, si allenano tutti bene. Posso consigliare più spensieratezza in certe zone del campo, abbiamo giocatori che hanno nell'uno contro uno le capacità migliori. Il consiglio è di star tranquilli, avere spensieratezza. La classifica è positiva, quindi in questo momento si può provare qualcosa in più”. In effetti la classifica in questo momento sorride al Parma, che ha mantenuto a distanza il Genoa e le altre dirette concorrenti. Forse è dunque proprio questo il momento di osare un po’ di più, prima di entrare nella fase più calda della stagione, dove non sarà più consentito sbagliare.











