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Giulini: "Dedicata a Riva. Il Cagliari è Ranieri. C'era un popolo che soffiava dietro"

Giulini: "Dedicata a Riva. Il Cagliari è Ranieri. C'era un popolo che soffiava dietro"TUTTO mercato WEB
domenica 19 maggio 2024, 16:32Serie A
di Antonio Parrotto
Il presidente a fine partita evidentemente emozionato e felice, nella foto si abbraccia col figlio al triplice fischio che sancisce la salvezza del Cagliari

15.44 - Conferenza stampa anche per il presidente del Cagliari Tommaso Giulini che ha parlato dal Mapei Stadium di Reggio Emilia dopo la salvezza dei sardi.

15.44 - Inizia la conferenza.

"Inizio io perché credo sia doveroso dedicare la salvezza a chi per decenni l'ha rappresentato e la rappresenterà per sempre, a chi ha scritto la storia di Cagliari, anche socialmente per un riscatto che in quegli anni la Sardegna si meritava, nell'anno in cui Gigi è mancato non potevamo mancare. Il primo pensiero è andato a lui. Mi è sempre stato vicino negli ultimi anni, c'è sempre stato nei momenti complicati, come penso ci sia sempre stato quando non c'ero io. Non voleva vedere le partite ma chiedeva sempre, si guardava le immagini. Lui è stato fondamentale per il ritorno di mister Ranieri, ci siamo stati dietro un mese. Il mister era molto intrigato ma aveva timore di non farcela anche perché all'epoca navigavamo in brutte acque e quella dichiarazione di Riva è stata fondamentale. Se oggi siamo qua a festeggiare, dopo Bari, è gran parte per Ranieri e quindi il primo pensiero va a Gigi. I tifosi si sono sempre più uniti quando è mancato, credo che lui sia stato il simbolo dell'unione per tutti i sardi. Quando è mancato credo che sia stato uno dei momenti più forti dell'anno. A tutti piace parlare delle dimissioni dell'Inter ma quando ci siamo guardati negli occhi in quel momento abbiamo capito che non poteva finire in modo diverso".

Ranieri ha detto che vuole aspettare. Immagino che ci sarà la conferma da parte della società. Venezia, Bari, Reggio Emilia: quali emozioni? Qual è stato il momento decisivo quest'anno?
"Ringrazio il mister perché mi ha voluto portare lui davanti ai tifosi, facevo fatica a trattenere le lacrime, andare con Claudio sotto la nostra gente...Il Cagliari è Ranieri oltre che Riva, andarci con lui è stato stupendo. Senza questi tifosi non saremmo arrivati qui ora. Quando giochi con la disperazione non è facile, loro ci hanno provato, ma noi siamo venuti fuori perché credo che nell'ultima mezz'ora su tutti i contrasti, tutte le palle, si vede che c'era un popolo che soffiava dietro. Tu ricordavi Venezia dove ci è crollato il mondo addosso, è stato uno dei momenti più brutti della mia vita. E poi la dedica egoisticamente va a mio papà. Se ho fatto tutto questo è per merito suo, mi piace ricordarlo così. Quando ho visto che giocavamo il 19 maggio sapevo che saremmo usciti con i 3 punti. Ranieri?Visto lato società, non lato spogliatoio, credo che quel giorno sia stato giusto, dopo la partita con la Lazio, mettere questi ragazzi davanti alle proprie responsabilità. Chi è arrivato quest'anno ci ha messo un po' a capire dove è arrivato, quanta responsabilità si ha quando si indossa questa maglia. Credo sia stato quello il momento chiave. Io e Ranieri siamo andati a cena l'altra sera, abbiamo parlato come abbiamo parlato dopo Bari che poteva essere un buon momento per il mister. Il mister come ci ha pensato dopo Bari ci sta pensando in questi giorni, sa quanto vorremmo che rimanesse più di un altro anno perché l'unione che si è creata in questo anno e mezzo convinto di poter fare ancora meglio l'anno prossimo e penso che ci penserà per bene prima di lasciare. Bonato a gennaio, quando ci ha portato Mina e Gaetano in questa salvezza, perché il mercato minimalista è stato chirurgico. Abbiamo firmato un contratto a gennaio con lui che diceva che in caso di salvezza avrebbe prolungato per 2 anni e oggi posso annunciarlo".

Il mercato?
"L'estate prossima dovremo essere ancora più bravi. Se il girone d'andata non è andato come speravamo è perché qualche errore lo abbiamo commesso anche noi. Sono contento per Matteo, ho lottato, perché è tutto mio. Se Gaetano e Mina sono di Bonato, Prati è mio. Non ho mollato quest'estate, abbiamo speso anche qualcosa in più del nostro budget, motivo per cui è stato complicato accontentare il mister quando voleva due centrali, ma Prati farà strada, diventerà un campione e diventerà un giocatore importante un giorno anche per la Nazionale".

Quante volte quest'anno ha pensato se ci fosse stato un altro allenatore forse avrei cambiato? Fa un bilancio di questi 10 anni?
"Io ho sempre pensato che come certi punti di vista prima dell'arrivo di Mina la squadra era fragile, ho sempre pensato che la potesse salvare solo Ranieri. Subentrare a lui...cioè io spero che non smetta anche per questo, non auguro a nessuno di subentrare a Claudio Ranieri. Con un altro allenatore forse durante i bassi della stagione forse il pensiero lo avremmo fatto, ma con Ranieri non c'è mai stato. Bilancio? In 10 anni, parliamo di 80% della Serie A, non c'è nessun presidente che è rimasto l'80% dei suoi anni in A. Mi rinfacciano a volte le dichiarazioni in cui puntavo in Europa, in realtà punto ad avvicinarci a quelle posizioni, quello dissi. Tutti speriamo che il Cagliari non debba lottare sempre e solo per la salvezza. Ci è riuscita l'Atalanta, il Bologna, anche il Torino che sta lottando per poterci arrivare, anche fare una stagione come quella del Torino penso che ce la meritiamo. Ci siamo arrivati per un pelo con Maran, abbiamo negli occhi quel gol di Caicedo ancora, poi è arrivato il Covid, Zenga, è stata una bella salvezza anche quella quando purtroppo poteva essere un anno che sogniamo tutti ma questo non vuol dire professare sogni e volontà di Europa che oggettivamente per come è il calcio oggi è estremamente complicato poter pensare oggi. Ci è riuscita l'Atalanta oggi, è un miracolo sportivo, ma guardate quante piazze importanti simili alle nostre sono in B o in C, guardate le due proprietà che sono salite dalla B quest'anno, se arrivasse una proprietà del genere come quella del Como e del Parma, mi sono tolto tante soddisfazioni in questi anni che sarei il primo a farmi da parte. Il miracolo Ranieri lo ha fatto ma come? Luvumbo e Obert 2002, Di Pardo è giovane, Soulemana è giovane, Prati 2003. Tutti parlano di prestiti del Frosinone ma noi abbiamo tanti giovani di proprietà e il Cagliari continuerà ad avere questa politica finché ci sarò io. Dopo la vendita di Barella abbiamo provato ad alzare aspettative e ingaggi, non ci siamo riusciti, post-Covid non abbiamo più le risorse per fare quel mercato e finché ci sarò io andremo avanti con orgoglio e politiche sensate. Questi ragazzi avranno futuro importanti, Obert ha rifiutato offerte importanti, non è un caso se ti chiama l'Anderlecht, la Cremonese, mezza Serie B, poteva guadagnare di più ma è rimasto".

Ranieri ha le chiavi del Cagliari più di lei: si può dire?
"Assolutamente".

È più colpito dall'allenatore o dallo spessore dell'uomo Ranieri?
"Dallo spessore dell'uomo. La volevamo chiudere tutti oggi, giocare col fuoco all'ultima con la Fiorentina, mi ha dimostrato di essere un uomo incredibile in tantissime cose. Lui sa dire che sbaglia quando sbaglia ed è rarissimo nel mondo del calcio e nelle aziende. lui nelle rare volte che sbaglia lo fa chiaramente. Io sono cresciuto tantissimo in quest'ultimo anno e mezzo come presidente. L'uomo ha lasciato tanto e spero che continuerà a lasciare. Anche il gesto che fece a Bari l'anno scorso. Da anni con mia moglie portiamo la scuola di tifo a spiegargli che non bisogna tifare contro, quel gesto del mister è stato il coronamento del nostro progetto ma un uomo così è qualcosa di impagabile. Visto che siamo qui a Reggio Emilia, ho avuto un grande legame con Squinzi che non c'è più, che ha fatto la storia di una società piccola, credo che solo il Chievo abbia fatto qualcosa di simile, è stato un esempio pazzesco per il calcio italiano. Gli anni di Bonato, poi Carnevali, sempre supportati da Mapei: è un bellissimo esempio ma se dovesse succedere il peggio gli auguro di risalire subito perché è un grande esempio per il calcio italiano".

16.05 - Termina la conferenza.

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