Gravina: "Nel 2022 bastava segnare due rigori alla Svizzera. Più preoccupato dall'iper-tatticismo"
“È stato un impegno costante dal 2018 al 2025, tutto ciò non è sviluppato dalla mancata qualificazione al Mondiale del 2022”. Nel corso della conferenza stampa di presentazione del nuovo progetto per il calcio giovanile italiano, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ne ha raccontato la genesi. E si è soffermato anche su un ricordo doloroso: “Tecnicamente bastava realizzare uno dei due rigori contro la Svizzera, non si può denigrare tutta l’attività che aveva portato alla vittoria di un Europeo sei mesi prima. Io non sarei negativo su questo, ma sono molto preoccupato su altri concetti come l’iper-tatticismo, la ricerca di un risultato a tutti i costi.
L’idea di avere oggi soltanto il 30% di calciatori selezionabili e pochissimi nel nostro vivaio è un alert che deve far riflettere chi ha una responsabilità politica come la federazione. Con i dati statistici che ci vengono forniti dall’AIC vediamo che stiamo andando incontro a un atteggiamento negativo nel privilegiare calciatori esteri. Siamo preoccupati perché non succede solo in prima squadra, ma anche in primavera e questo genera un alert che ci ha portato ad accelerare.
Sapete quante volte ho parlato di rivoluzione culturale, crediamo che il mondo della scuola e il coinvolgimento dell’attività di base siano un mondo che dovremo tornare a esplorare in maniera decisiva”.











