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Foggia, crisi senza fine: 10 ko di fila e numeri da retrocessione diretta

Foggia, crisi senza fine: 10 ko di fila e numeri da retrocessione direttaTUTTO mercato WEB
© foto di Nicola Ianuale/tuttoSALERNITANA.com
Luca Bargellini
Oggi alle 13:49Serie C
Luca Bargellini

Il verdetto del "Vigorito" contro il Benevento (1-0) non è solo l'ennesimo KO di una stagione tribolata, ma la pietra tombale su ogni tentativo di narrazione ottimistica. Per il Foggia di Michele Pazienza, la 20ª sconfitta in 32 giornate, la decima consecutiva, sposta il focus dai demeriti dei singoli a un problema strutturale che i dati statistici avanzati rendono ancora più impietoso.

L’illusione della sfortuna: i dati xG e xGA
Secondo le rilevazioni di SofaScore, il Foggia viaggia con un valore di Expected Goals Against (xGA) medio di 1.72 a partita. Tradotto dal linguaggio tecnico: la fase difensiva rossonera non "subisce gol per sfortuna", ma concede sistematicamente occasioni ad altissima probabilità di realizzazione. Con 54 reti incassate, il divario tra i gol subiti reali e quelli attesi è minimo, a dimostrazione di una fragilità difensiva che non viene mitigata nemmeno dagli interventi di Perucchini, spesso il migliore in campo nonostante il passivo.

Sul fronte offensivo, il dato di FootyStats è ancora più allarmante: il Foggia ha prodotto un xG (Expected Goals) complessivo di circa 36.4, ma ha trovato la rete solo 25 volte. Questo scarto di oltre 11 gol indica un’inefficienza cronica sotto porta (confermata dall'errore clamoroso di Bevilacqua a cinque minuti dalla fine contro il Benevento) e una gestione dei momenti decisivi che rasenta l'inefficienza cronica sotto porta.

Le 10 sconfitte consecutive: un collasso non solo fisico
In Serie C, perdere dieci partite di fila è un’anomalia che evidenzia un rigetto totale della strategia. Anche a livello di occupazione degli spazi, si nota un progressivo svuotamento della zona centrale del campo: la squadra ha smesso di "abitare" la partita, limitandosi a una reattività sterile che la porta a crollare regolarmente nei secondi tempi. Non è un caso che la maggior parte dei gol subiti durante questa striscia negativa sia maturata dopo il 70°, segno di una tenuta atletica e mentale che è evaporata insieme alla fiducia nel progetto tecnico.

Prospettive e responsabilità
Con soli 22 punti e il fondo della classifica ormai consolidato, il Foggia si trova davanti a un bivio identitario. Citare il blasone in questo momento è un esercizio di retorica che non aiuta a risolvere il problema: i numeri dicono che il club rossonero è attualmente la "maglia nera" d’Italia per rapporto tra sconfitte e gare giocate.

Nelle ultime sei "finali" che restano, l'obiettivo non può più essere solo la salvezza matematica, ma il ripristino di una dignità tecnica che i dati attuali hanno letteralmente polverizzato. Il tempo delle scuse è finito; ora parlano solo i numeri, e sono numeri da retrocessione senza appello.

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