Juve, l'ex Danilo ricorda: "Buffon, Chiellini e Dybala dei riferimenti. Poi ho preso il loro posto"
"La fascia da capitano ha significato tanto perché poi uno deve capire che la Juve non è un club qualsiasi, ma è uno dei più importanti al mondo e ha una storia alle spalle che ti spinge a fare bene e rispettare certi valori". Danilo Luiz da Silva, anche più semplicemente Danilo, sa come emozionare i suoi vecchi tifosi della Juventus e lo ha fatto proprio in un'intervista rilasciata ai canali ufficiali del club bianconero per ricordare i quasi sei anni trascorsi lì. "Rappresentare questa storia e valori come capitano me la porterò sempre dentro e spero che la gente sappia che ho sempre dato tutto con il cuore", ha aggiunto.
Sul suo arrivo nel 2018 e i punti di riferimento trovati alla Vecchia Signora: "Ovunque sono stato ho provato a essere d'aiuto per i compagni e la gente. Qui alla Juventus ho dovuto imparare questa cosa di giocare per una maglia, per questi colori con gente come Buffon, Chiellini, Bonucci, Alex Sandro, Cuadrado, Dybala... ragazzi qui da tanto tempo e io vedevo in loro questo riferimento". Un'intervista che poi si focalizza su cosa sia cambiato con l'addio di certi simboli bianconeri: "Quando sono andati via ho capito che qualcuno doveva prendere questo posto e l'ho fatto naturalmente, qua mi sono sentito e mi sento molto bene. Sembra un giorno normale per me alla Continassa: andare in mensa, nello spogliatoio. Sembra che non me ne sono mai andato".
Quanto al modo di fare lontano dal campo, il brasiliano di 34 anni del Flamengo ha raccontato: "Fuori dal campo sono sempre stato uno che provava ad ascoltare compagni e la gente attorno. Tante persone pensano che i capitani, i leader debbano sempre parlare, ma ogni tanto al contrario anche ascoltare le persone. Parlavo quando c'era bisogno di farlo e portavo rispetto a compagni e tifosi", la precisazione dell'ex City. "In campo ho sempre provato a dare tutto. Non tutte le partite puoi essere al massimo, è normale, ma la determinazione e la cattiveria... quelle non possono mancare, soprattutto nella Juventus. Questa è la cosa più importante che ho capito dai calciatori menzionati prima".











