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Italia, Soncin: "Conosciamo la Svezia e loro conoscono noi. Serve massimo coraggio"

Italia, Soncin: "Conosciamo la Svezia e loro conoscono noi. Serve massimo coraggio"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Tommaso Maschio
Oggi alle 17:57Calcio femminile
Tommaso Maschio
La nazionale femminile affronterà la Svezia domani (ore 18:45) a Reggio Calabria e la Danimarca il 7 marzo a Vicenza

“Siamo esseri umani con sentimenti, emozioni, sensazioni, attenzione a ciò che ci succede intorno, ovviamente sono fatti molto importanti che stanno accadendo, ma credo che lo spazio della partita che giocheremo domani sia un momento di distrazione, di emozione positiva, di vivere con passione quello che lo sport regala. Il fatto di essere orientate alla preparazione della gara ci permette di restare un po' distaccate da quello che succede fuori”. In apertura di conferenza stampa, alla viglia della sfida contro la Svezia di domani, il ct dell'Italia Femminile Andrea Soncin ha voluto dedicare un pensiero anche alla complicata situazione internazionale dopo l'attacco di Israele e USA all'Iran e la risposta di quest'ultimo paese che ha colpito anche varie basi statunitensi nel Golfo Persico. Spazio poi al calcio giocato.

Quali emozioni prova alla viglia? E cosa si attende dalla sfida contro la Svezia?
“L’emozione di iniziare questo percorso è incredibile, ci pensavo proprio stanotte nei vari pensieri notturni che un allenatore si trova a fare. L’adrenalina, la tensione la pressione positiva ti creano quasi un pizzico di paura che di fa alzare tutti i livelli, come se fosse la prima volta. Sono orgoglioso di quello che le ragazze hanno mostrato questa settimana di raduno, sono passati tre mesi dall’ultimo, ma come staff abbiamo lavorato per farle raggiungere il miglior livello possibile. Non vediamo l’ora di scendere in campo, conosciamo la forza della Svezia, le abbiamo affrontate tante volte e loro conoscono noi. Sicuramente nelle partite scorse siamo andate vicine a vincere e fa parte del percorso avviato ormai tre anni fa che ci ha portato a provare a giocarcela con tutte, il rammarico per quelle mancate vittorie e di altri risultati del recente passato sono la forza per continuare a crescere e arrivare sempre più forti dove vogliamo arrivare fra un anno”.

Che atmosfera si attende al Granillo?
“Ci tengo a ringraziare Reggio Calabria e tutte le persone che ci hanno accolto, è stato incredibile l’attenzione che stanno mettendo nei nostri confronti. Quando c’è stata l’occasione di venire qui abbiamo sentito fortemente il desiderio di averci e abbiamo voluto fortemente essere qui, in una città che vive di calcio e che ci farà sentire dell’energia positiva che speriamo di ripagare in campo con una prova di grande passione. Sarà una bella serata di sport e Reggio potrà darci una grande mano”.

La Svezia come va affrontata?
“Si tratta di una squadra che conosciamo bene, anche se ha cambiato allenatore, di alto livello e ci vuole attenzione massima, coraggio non solo nell’attaccare, ma anche di aiutarsi in ogni situazione. Sono molto concentrato su quello che stanno facendo le ragazze e sul noi anche se c’è massimo rispetto per le avversarie, siamo concentrate sulla costruzione di un’identità forte che nei prossimi tre mesi ci porti dove vogliamo”.

Quanto è importante portare l'Italia nelle piazze del Sud Italia?
“Da tre anni a questa parte cerchiamo di portare l’Italia in giro per il paese compatibilmente con le esigenze dei club e delle città. L’idea è proprio quella di far avvicinare la maglia azzurra in tanti posti dove può essere fonte di ispirazione per le nuove generazioni. E qui ci ricolleghiamo al valore di indossare la maglia azzurra quando siamo chiamate in causa, non è solo l’orgoglio di giocare una partita di alto livello, ma il senso di responsabilità per essere modelli per le nuove generazioni e avvicinare nuovi bambini e bambine verso uno sport che in Italia ancora troppo spesso è indicato come uno sport maschile. Le ragazze hanno dimostrato di poter giocare ad alto livello sia a livello tattico che tecnico e questo è un modo per fare cultura”.

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