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Maicon: "Noi avevamo Milito, oggi c'è Lautaro. Sotto porta nessuno dei due perdona"

Maicon: "Noi avevamo Milito, oggi c'è Lautaro. Sotto porta nessuno dei due perdona"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
mercoledì 13 marzo 2024, 12:45Serie A
di Simone Lorini

Nel corso di una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, l'ex terzino dell'Inter Maicon ha parlato così dei punti di forza della squadra di Inzaghi: "Prende pochi gol, ma ti permette di far partire l’azione. Acerbi, Bastoni, ma pure Pavard, difendono all’italiana, stanno sull’uomo, ma sono bravi con la palla. Questa Inter gioca così bene anche grazie al loro lavoro. Una grande difesa per me è stata la chiave del 2010, questo è forse il punto in comune tra noi e la squadra di oggi".

È l’unica similitudine?
"Noi avevamo Milito davanti a fare la differenza, grazie anche a una squadra che apparecchiava tutto alle sue spalle. Oggi c’è Lautaro che ha caratteristiche diverse da Diego, ma sotto porta non perdona alla stessa maniera. Lo aspettiamo pure a Madrid, ma cosa chiedergli di più rispetto a quello che sta facendo?".

La sua fascia, la destra, ha ora due padroni, a differenza della sua epoca.
"Inzaghi sceglie anche in base all’avversario. In apparenza Darmian è più difensivo di Dumfries, ma anche lui ha fatto dei begli assist e dei grandi cross: sa spingere anche se è attento dietro. E non è vero che Denzel in copertura non sia bravo, ha grandi doti fisiche che lo aiutano. Diciamo che a destra siamo coperti, ma anche a sinistra non è male quel piede che ha Dimarco... (ride, ndr)".

A proposito di mancini, uno dei pericoli dell’Atletico arriva da quella fascia ed è pure brasiliano...
"Ammetto che non conoscevo bene Samuel Lino. Poi, visto a San Siro, mi ha impressionato: se ti punta, è probabile che ti scappi via. Più lo si attacca, meglio è, ma serve attenzione. Però, ripeto, Inzaghi sa come gestire meglio di me. Sta facendo un lavorone, come anche il mio amico Thiago Motta a Bologna: adesso il mondo si è accorto di lui, gli auguro un giorno di venire proprio nella nostra Inter".

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