Mancini è una furia: prima l'accusa di Gasperini sul gol di Boga, poi la maschera gettata a terra
Finale di gara ad altissima tensione per Gianluca Mancini, tra rabbia, autocritica e confronto acceso con i compagni. Dopo il pareggio in pieno recupero di Gatti e il successivo triplice fischio finale, il difensore giallorosso non ha nascosto la sua frustrazione: gesto plateale, maschera gettata a terra e proteste vibranti coi compagni per la gestione degli ultimi palloni del match. Un’immagine che racconta tutta la pressione di uno scontro diretto che la Roma pensava di avere in pugno, sperando di portarsi a +7 in classifica sulla Juve e ipotecare la qualificazione alla prossima Champions, per poi restare invece a +4.
L’azione del 3-2 ha acceso la miccia. Mister Gasperini, dalla panchina, ha indicato come l’errore fosse legato a una lettura difensiva non perfetta proprio di Mancini. Da lì la rabbia, l’adrenalina, le urla per richiamare l’attenzione di tutta la linea difensiva. "Mancini non c'è più", sono state le parole a caldo del tecnico dei capitolini al suo staff. Il centrale, a sua volta, ha avuto un confronto acceso con Celik, reo dal suo punto di vista di non avergli chiamato l'uomo.
A stemperare il clima ci ha pensato Manu Koné, che si è avvicinato a Celik difendendolo e provando a riportare serenità tra i due compagni. Il nervosismo del numero 23 è in ogni caso lo specchio di una gara vissuta veramente al limite, in cui la Roma alla fine si porta sì a casa un punto, ma ne perde al contempo due pesantissimi.











