Marotta: “Anche l’assocalciatori può insegnare il regolamento”. Ma non lo fanno già i club?
Nel corso della sua conferenza stampa di questa mattina, il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, ha parlato anche dell’importanza, per i calciatori, di conoscere il regolamento del gioco del calcio. Tra i vari soggetti chiamati in causa, anche l’Associazione Italiana Calciatori: “Certi comportamenti si possono prevenire. Ma è compito anche dell'associazione calciatori, spesso noto ignoranza del regolamento".
Premesso che il regolamento è diventato sempre più complesso, e questo è un problema per tutti. L’AIC, da sempre, fa corsi di formazione, finalizzati anche a questo scopo. L’attenzione in questo senso è massima. Più complicato farli in Serie A, dato che al momento Serie B e Serie C sono più attente al tema del massimo campionato. Dall’assocalciatori, però, la disponibilità a incontrare anche i calciatori “top” è massima.
C’è, però, anche un altro tema: i club, specie quelli di A, hanno tutti da tempo istituzionalizzato (con tanto di corsi organizzati da FIGC e AIA) la figura dell’addetto agli arbitri, o club referee manager per restare all’inglesismo tanto caro alle società di oggi. Spesso si tratta di ex fischietti, che si occupano delle relazioni con l’AIA e, in teoria, anche di formare i giocatori da questo punto di vista. È un tema a cui tutti, e l’Inter da società molto ben strutturata è particolarmente attenta, prestano attenzione, anche perché per gli stessi allenatori è fondamentale avere calciatori che conoscano le regole del gioco. Del resto, non è così complicato, per chi passa 7-8 ore al giorno al centro sportivo, dedicarne qualcuna a studiare meglio il regolamento.











