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Milan, Cardinale: "Tutti mi chiedono se la squadra è mia o di Elliott. E' assurdo e frustrante"

Milan, Cardinale: "Tutti mi chiedono se la squadra è mia o di Elliott. E' assurdo e frustrante"TUTTO mercato WEB
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Simone Lorini
Oggi alle 00:23Serie A
Simone Lorini

Gerry Cardinale, numero uno di RedBird e proprietario del Milan, è stato intervistato dal Financial Times prima del derby vinto contro l’Inter qualche giorno fa. Durante l'intervento, ha spiegato anche cosa prova nel vedere la sua proprietà 'messa in discussione': “Negli ultimi tre anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo. È frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia, che tengo a questo club, a questa città e a questo Paese… ma ho capito che devo dimostrarlo.

Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi… e si aspettano che spenda senza limiti. L’ultima cosa che farò è venire qui solo perché sono ricco e comportarmi da tifoso. Ma non continuerei a essere richiamato in questi ecosistemi se fossi uno che arriva sparando a zero, distruggendo tutto e comportandosi da arrogante”.

Cardinale parla anche del supporto dal governo italiano, per rilanciare il calcio e costruire uno stadio moderno.
“Negli USA lo farei ad occhi chiusi. Qui ci sono barriere culturali e politiche. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Stati Uniti potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui, se avrò costruito abbastanza credibilità, potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia”.

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