Napoli, Conte: "Spalletti porti rispetto! Con questa rosa direste 'dove andate?'"
Alla vigilia della sfida decisiva di Champions contro il Chelsea, il tecnico del Napoli Antonio Conte interverrà dalle 12.30 nella sala conferenze dallo Stadio Diego Armando Maradona per rispondere alle domande della stampa. Su Tuttomercatoweb.com, come di consueto, la diretta testuale della conferenza stampa.
12.44 - Inizia la conferenza stampa
Come si superano queste onde altissime?
"Al peggio non c'è mai fine (ride, ndr), ma bisogna essere ottimisti. Pensavamo di aver visto tutto a dicembre, c'era un giocatore che usciva e diventava determinante per noi come Neres che invece s'è operato. Bisogna essere ottimisti, ma anche preparati al peggio, il nostro compito è questo anche quando le cose non vanno per il verso giusto. Quando il vento te lo trovi contrario ci sono onde alte, altrimenti sono bravi tutti. Io ho un gruppo di calciatori che è pronto ad andare avanti. Non possiamo rimproverarci niente, stiamo dando tutto, quello che è mancato forse... ma inutile guardare al passato, col Copenaghen potevamo sistemare la situazione e non siamo stati bravi. Ora c'è il Chelsea, campione del mondo per club, lo conosco benissimo, che visione ha, che investimenti fa, che ambizione ha, dovremo cercare di giocarci tutto il possibile sapendo che possiamo contare su un alleato forte che è il Maradona e non dobbiamo sottovalutarlo. Il tifoso sa che al di là del risultato dovrà essere decisivo, sappiamo cosa significa giocare da noi col sostegno dei tifosi, sarebbe bello vedere un'onda azzurra che ci spinge".
Spalletti ha definito il Napoli la squadra ex campione d'Italia. Il Napoli si sente campione in carica? Con quale spirito giocherete domani?
"Dopo la partita preferisco staccare, soprattutto quando ci sono le tre partite. Io non ho capito cosa ha detto. Ex campioni? Se ha detto una cosa del genere non è stata una frase felice.. è stata una frase infelice, noi abbiamo ancora lo Scudetto sul petto e bisogna portare rispetto. Io non mi sarei mai permesso di dire una cosa del genere verso un'altra squadra. Lo sento ora e mi dispiace perché Luciano Spalletti è un bravo allenatore, ma deve stare un po' più attento quando parla. Non può dirlo perché mancano ancora 16 partite, poi se ci ha visto così male... ci ha tolto già lo Scudetto, dispiace perché abbiamo fatto tanto per cucirlo e serve rispetto, in bocca al lupo a lui!".
Quanti minuti ha Lukaku ed in futuro valuta le due punte?
"Posso valutare tante soluzioni, ce ne sono anche tante altre, senza Neres non abbiamo creatività, ma vediamo sul mercato se troviamo qualcosa di creativo perché i due 10 servono di creatività, bravi a saltare l'uomo. Se non dovesse accadere il recupero di Lukaku speriamo sia al 100% perché il ragazzo non è al 100%, gli ho dato 10 minuti ma non esprime la sua forza al massimo. Non è tornato al 100%, avendo avuto un distacco del tendine non è una cosa proprio semplice. E' arrivato Giovane... il compromesso è di chiamarlo Giò, ci può dare una mano sia da 10 anche se al Verona giocava più da seconda punta. Quando ci sarà il recupero di Anguissa, che sembrava imminente ma ha allungato i tempi per una problematica alla schiena, io le idee le ho ma bisogna avere i calciatori effettivi. Oggi noi siamo gli stessi della Juventus, delle gare precedenti, ci auguriamo che qualcuno esca dall'infermeria, Gilmour, lo stesso Frank, poi non ne abbiamo altre particolari, Rrahmani è di poco conto, Politano...".
E' il periodo più difficile da quando fa l'allenatore?
"Credo di avere esperienza, quanto accaduto quest'anno ha dell'inspiegabile. Ogni anno tutte le squadre hanno gli infortuni, di solito sono muscolari, due settimane, tre settimane, poi rientrano, avere infortuni da operazione, articolari, lì è difficile da spiegare. Il fatto che Lukaku sia stato fuori 6 mesi, De Bruyne da 5, Gilmour pubalgia, Neres speravamo proprio non accadesse niente, operato alla caviglia, Anguissa si strappa in nazionale 4 mesi, è difficile da gestire. Non posso piangere e perdere energie, devo concentrarmi su quelli che ho e cercare soluzioni, ma sfido chiunque a portarmi una squadra con queste problematiche e siamo a metà anno, incrociamo le dita... l'emergenza non è finita ma è peggiorata, abbiamo vinto una Supercoppa intanto e non dimentichiamolo, i ragazzi stanno facendo qualcosa di straordinario ma passa inosservato. Se partissimo oggi, o un mese fa, con questa rosa, molti si chiederebbero "ma dove vanno?" invece lottiamo, testa alta, diamo tutto, compreso a Torino con il risultato molto bugiardo ma abbiamo preso la legnata, non siamo stati dominati per niente, non ci ha dominato nessuno quest'anno e andremo a testa alta senza paura di niente e di nessuno quando si dà il massimo".
Meno gol a campo aperto, ma più sui piazzati, qual è la tendenza?
"Quando qualcuno dice il calcio è sempre quello... non è vero, c'è un'evoluzione assurda, se non sei al passo dei tempi resti indietro, basti pensare alla figura del portiere, l'utilizzo, c'è un portiere bravo con i piedi ma anche una lunga gittata sotto pressione. Prima si aspettava nella propria metà campo, riparto o contropiede, c'era una suddivisione, adesso non c'è più, l'obiettivo primario è dominare le partite, avere la palla e quindi quando ce l'hai tu io non aspetto l'intercetto, vengo di là a prenderla, è cambiato tanto. Sono aumentati i gol su pressione alta, rubata, la squadra più debola ovviamente non ti dà tanto campo, contro 10 giocatori devi trovare le soluzioni, servono giocatori creativi, sui piazzati e angoli vedi l'Arsenal che è dominante, bravissimi, danno un esempio. Tutti guardiamo a questo. Avere uno con gittata lunga da fallo laterale diventa importante perché è come se fosse un angolo, il calcio è evoluzione, dobbiamo essere bravi noi sul mercato a far capire ai club determinate cose. In Inghilterra ogni fallo laterale e angolo è un'azione da gol, anche quando costruisci le squadre devi costruire anche struttura, se porti una squadra brava, ma tutti di 1.60 alla fine paghi. Devi aggiornarti e stare lì a captare cose nuove per restare lì, se no ti accontenti di stare in mezzo, mediocre".
Sul recente attacco di Diego Costa.
"Onestamente io non perdo energie leggendo o seguendo cosa si dice sui giornali. Nel calcio ci sono persone intelligenti e stupide, io non perdo il mio tempo per leggere cosa dicono. Costa è stato con me una stagione, io posso parlare di calcio, abbiamo vinto il campionato e poi è andato via tre volte nella stessa stagione. Dopo poi non so cosa è successo".
13.03 - Termina la conferenza stampa











