Conte: "Nazionale? Un anno fa si parlava di Juve. Ma fossi il presidente mi prenderei in considerazione"
Al termine del match vinto per 1-0 contro il Milan, il tecnico del Napoli Antonio Conte interverrà nella sala conferenze dallo Stadio Diego Armando Maradona per rispondere alle domande della stampa. Su TuttoMercatoWeb.com, come di consueto, la diretta testuale della conferenza stampa.
23.26 - Inizia la conferenza stampa.
Quanto è difficile raggiungere l’Inter?
"Oggi abbiamo conquistato tre punti fondamentali per la Champions, discorso che sta passando in secondo piano. Se per top team come Juve e Milan l’obiettivo è entrare in Champions, non capisco perché a Napoli sia tutto dovuto. Qui abbiamo vinto un secondo trofeo, ora dobbiamo essere bravi a mettere in ghiaccio la Champions e finire più in alto possibile. Stiamo onorando la storia: dobbiamo dare il massimo fino alla fine. Se mi chiedi di chi c’è davanti, c’è l’Inter che è meritatamente in testa. Difficilmente perderà altri punti, vista la media: noi non dobbiamo sbagliare niente e dobbiamo pensare a fare più punti possibile. Dobbiamo qualificarci in Champions per il prestigio e per i soldi che porta. Oggi c’era tanta energia, il pubblico ha capito le difficoltà: ce lo ha dimostrato più di una volta. Dobbiamo continuare su questa strada, sapendo che mancano 7 partite e che dobbiamo dare il massimo".
La Nazionale è elemento di disturbo o lusinga?
"Non dimentichiamo che l’anno scorso, negli ultimi tre mesi, si parlava di me che sarei andato via da Napoli per andare alla Juve, no? I media devono scrivere: è giusto che il mio nome faccia parte di quella lista. Se fossi il presidente della Federazione, mi prenderei in considerazione insieme ad altri: per tanti motivi Conte lo metterei. Ci sono già stato in Nazionale e conosco l’ambiente. Mi lusinga perché rappresentare il proprio Paese è qualcosa di bello. Sapete benissimo che ho un altro anno di contratto e che a fine anno mi incontrerò con il presidente. Mi dispiace che, se avessimo raggiunto la qualificazione ai Mondiali magari ai rigori, si sarebbe parlato di grande impresa e grande calcio. Purtroppo contano i risultati, ma dopo tre Mondiali bisogna fare qualcosa di serio. Quando sono stato ct si è parlato tanto, ma ho trovato poco aiuto anche da parte delle squadre. Ora è tutto un disastro, ma anche nei disastri c’è qualcosa da salvare. Dobbiamo capire che, se le cose non vanno, non vanno sia se ti qualifichi sia se non ti qualifichi. Se ci fossimo qualificati, ci sarebbero stati toni trionfalistici per tutti. Non è così. Abbiamo giocato a grandissimo livello e qualcosa verrà fatto. Tutti abbiamo a cuore la Nazionale e qualcosa dovrà essere fatto".
Alisson e la base degli altri giovani sono un ponte lanciato per il futuro?
"Non era facile integrare 9 calciatori, che siamo stati costretti a inserire per una rosa molto risicata. Di questi 9 molti hanno fatto fatica e questa fatica l’abbiamo sentita. Poi a gennaio abbiamo dato via tre giocatori per prendere Alisson e Giovane. Chi viene qui deve avere voglia ed entusiasmo. Chi arriva deve lavorare e avere entusiasmo, che giochi o non giochi. Se no, come si arriva, si parte".
23.37 - Termina la conferenza stampa.











