Occasioni sprecate e ritmo lento: Napoli, così le speranze-Scudetto sono sfumate a Parma
Basta un attimo per compromettere tutto. Il Napoli lo ha imparato nel modo più duro al Tardini: 33 secondi, un errore difensivo e una partita immediatamente in salita. Da lì in poi, la sensazione è stata chiara: contro un Parma chiuso e ordinato, recuperare sarebbe stato complicato.
Il problema, però, va oltre il singolo episodio. La squadra di Conte conferma una difficoltà strutturale nel trovare il gol contro difese basse e compatte. Dopo lo svantaggio, il Napoli ha gestito il possesso per lunghi tratti, ma con un ritmo troppo prevedibile, quasi scolastico. Tanto palleggio, poche accelerazioni, rarissimi guizzi. Una manovra spesso orizzontale, incapace di scardinare il muro emiliano.
Il pareggio di McTominay nella ripresa è arrivato più per inerzia che per una reale superiorità offensiva. E alla fine resta il dato più pesante: due punti su sei contro il Parma, una squadra che ha fatto della fase difensiva la sua forza ma che, sulla carta, non dovrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile.
È qui che si misura la differenza tra una squadra forte e una da Scudetto. Il Napoli, paradossalmente, ha raccolto risultati importanti negli scontri diretti, ma ha lasciato troppo per strada contro avversari meno attrezzati. E in un campionato così, certi dettagli fanno tutta la differenza. Alla fine, più che il pari, pesa la sensazione di un’occasione sfumata. Perché i titoli si costruiscono anche – e soprattutto – contro le “piccole”.











