Ordine: "A quale Milan dobbiamo credere? Serve una maturità degna del suo passato"
"A quale Milan dobbiamo credere e assegnare la fiducia per un domani esaltante?". È la domanda posta da Franco Ordine nel suo editoriale sul Corriere dello Sport dopo il 3-2 sull'Atalanta. Il giornalista mette a confronto "quello, in verità spettacolare per la produzione calcistica, dei primi 66 minuti di calcio raffinato e geometrico" e la squadra diventata successivamente "ostaggio del panico da rimonta". Una trasformazione che deve rappresentare un campanello d'allarme: "Il punto è proprio questo. E cioè raggiungere una maturità da Milan, degna del suo passato glorioso e delle sue attuali ambizioni che, sotto sotto, non sono da mezza classifica".
Ordine: "Con il Milan avanti 3-0 non si può immaginare un crollo simile"
Il problema non riguarda soltanto la fase difensiva, ma la capacità di controllare i momenti complicati: "La maturità vuol dire non solo migliorare l'organizzazione difensiva, già sottoposta a qualche pericolo nella prima parte, ma tradire la sicurezza che i team di livello dimostrano proprio durante le curve a gomito delle loro partite". Ordine insiste soprattutto sul finale: "Con il Milan davanti 3 a 0, meritando tutto il bottino, non si può immaginare l'altro Milan che improvvisamente retrocede metro dopo metro, che annaspa forse anche assalito dalla fatica dopo il viaggio in Austria ma che soprattutto, nell'area di rigore, non ha il controllo militare necessario per impedire all'Atalanta di sfiorare addirittura il 3 a 3".
Ordine promuove il lavoro di Amorim: "Il sistema comincia ad avere un profilo netto"
Il giudizio sul lavoro di Ruben Amorim resta comunque positivo: "Il lavoro di Amorim è appena cominciato, bisogna ripeterlo per gli smemorati. Che a metà ottobre sia in grado di offrire quel calcio ammirato per 66 minuti, deve rappresentare un titolo di merito". Ordine individua anche una precisa evoluzione tattica, parlando di una sorta di 4-4-2 "mascherato", ed elogia il sacrificio di Moreira e la posizione di Rabiot, "centrocampista a tutto campo e a tutto gas". La conclusione racchiude le due possibili strade del Milan: "Se un'ora e passa di grande calcio e 3 gol di vantaggio non bastano è preoccupante il futuro. Se invece si cambia modalità complessiva, allora il futuro può riservare persino qualche sorpresa".
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