Roma, De Rossi alla Mourinho: i finali di gara restano magici
Una Roma diversa da quella di José Mourinho, ma che dello Special One ha mantenuto una cosa: il carattere. Si è visto al Franchi, in una partita dove i giallorossi sono stati costretti a inseguire la Fiorentina dall’inizio alla fine. Il primo vantaggio recuperato da Aoaur, il secondo da Llorente a 10 secondi dallo scadere dopo che Svilar aveva anche parato un calcio di rigore a Biraghi tenendo in vita la squadra. Un punto fondamentale dopo il pareggio dell’Atalanta e la sconfitta del Bologna, arrivato con la specialità della casa romanista: le reti nel finale. Il gol del centrale spagnolo è infatti il tredicesimo in Serie A nell’ultimo quarto della partita. Numeri che rendono la Roma prima per gol nei finali di gara, davanti anche all’Inter con 12.
Di quei tredici, poi, più della metà (7) sono arrivati nei minuti di recupero. Sintomo di una squadra che non molla mai, nemmeno ora che in panchina non c’è più José Mourinho. D’altronde due anni e mezzo con il portoghese sono un palestra che resta nella memoria e domenica sera a beneficiarne è stato anche il suo successore che con il passato ha avuto un taglio netto. Dalla prossima gara lo sarà ancora di più perché il primo tempo con la Fiorentina ha evidenziato “una forma di rigetto per la difesa a tre della squadra”, parole di DDR. Dunque avanti con il 4-3-3 che fin qui ha portato in dote una sola sconfitta, quella con l’Inter.











