Se questo è il vero Baturina, il Como è in mani sicure. Anche senza Nico Paz
Formalizzato l'arrivo il 1º luglio, Martin Baturina ha impiegato sei mesi per lasciare il segno nel calcio italiano (eccetto la rete estemporanea all'andata col Torino). La Serie A, come si è visto nel corso della stagione, ha portato a galla scommesse perse e flop dal mercato da parte di altre rivali. Invece il Como, ancora una volta, si è dimostrato - oltre che un progetto tecnico valido - programmatore seriale in termini di colpi di prospettiva allargata. Navigando a tutta verso la destinazione più desiderata da società, allenatore e giocatori. Così come la gente della città, a giudicare dalla classifica che punta dritta all'Europa. Intanto il trequartista croato prosegue con il suo show, in una trequarti tutta rotazioni con Nico Paz ed Jesus Rodriguez.
Pepita d'oro valorizzata
Serviva tempo e pazienza, lo ha rimarcato più volte Fabregas. Ci sono volute circa 19 gare per diventare davvero parte integrante della creatura del tecnico spagnolo, eppure da 4 partite a questa parte Baturina si è preso letteralmente la scena sulle rive del Lago. Il sigillo magico forgiato contro il Bologna l'origine di ogni bene, con il Milan la conferma dal primo minuto e l'assist tracciato con goniometro per il gol di Kempf. Ma niente lo ha fermato dal superarsi, con il premio da MVP nel super match all'Olimpico con la Lazio da gol e assist replicato infine con il Torino proprio nelle ultime ore. E chissà quali margini ha in serbo ancora il 22enne croato da 18 milioni più bonus per strapparlo alla Dinamo Zagabria.
A gennaio nessun addio
Complessivamente 3 reti e altrettanti assist nelle ultime 4 uscite di Baturina, numeri di alta scuola che fanno riflettere sulla scelta azzeccata di anticipare il suo acquisto prima del probabile addio a fine stagione di Nico Paz (il Real Madrid gli orbita attorno). Ormai paiono lontane le voci di un interessamento del Leeds, arrivato stando agli ultimi rumor all'offerta sul tavolo (oltre 30 milioni) rispedita al mittente dal club lombardo. A ragion veduta.
Il mercato ha dato fastidio?
Fabregas ha lasciato intendere per certi versi che qualcosa o qualcuno da fuori lo abbia disturbato. "Da fuori gli hanno mangiato la testa, bravo lui, merita tutto questo senza fermarsi. Ora stabilità e serenità", ha dichiarato l'allenatore del Como. Curiosamente molto simile a quanto gli era scappato alla vigilia del match, seppur non strettamente diretto a Baturina: "Tante volte i procuratori mangiano la testa ai giocatori, noi dobbiamo stare molto attenti che 'Calma. Sei troppo giovane'". Come dice sempre l'allenatore dei lariani, c'è una strada e un processo. Certe sirene di mercato - o riflessioni sul futuro in ottica Mondiale - potrebbero aver testato la sua resistenza, forgiandolo nel momento di adattamento. Ma ora il prodotto finale è un capolavoro.











