La Top 11 del Girone A di Serie C: Dolomiti, nessuna Clemenza per l'Ospitaletto
Saro (Cittadella): ennesima sconfitta consecutiva per la Pro Vercelli, ora costretta a guardarsi alle spalle dopo un’ottima prima parte di stagione. Ma se il risultato è stato così negativo per i piemontesi è anche “colpa” delle grandi parate del portiere ospite, determinante soprattutto sul colpo di testa di Carosso.
Anzolin (Triestina): grande prova d’orgoglio da parte degli alabardati che, nonostante l’imminente retrocessione in serie D, strappano un punto sul campo del Brescia interrompendo la striscia di cinque sconfitte consecutive. Ottima la performance della retroguardia, bravissimo lui a contenere Crespi e tutti gli attaccanti biancazzurri.
Redolfi (Cittadella): Comi è uno degli attaccanti di maggior spessore in questa categoria e lo tiene a bada bene, uscire da Vercelli senza subire gol è un’ulteriore iniezione di fiducia in vista degli spareggi promozione. Segna la rete del definitivo 0-2 con un bel colpo di testa.
Deratti (Lumezzane): sicuramente Drago, ancora una volta, ha tenuto a galla la formazione di Troise con le solite parate eccezionali che quasi non fanno più notizia, ma tutta la difesa ha retto bene a cospetto di un Renate in ottima forma e che ha cercato fino alla fine di vincerla. Anche per lui voto molto alto.
Auriletto (Renate): in una giornata non prolifica dal punto di vista realizzativo malgrado le tante occasioni create, c’è da registrare con soddisfazione la crescita del reparto difensivo. Ottimo in marcatura su Caccavo e impeccabile nel gioco aereo.
Metlika (Lecco): c’è anche il suo zampino nell’azione che porta al gol decisivo di Duca, una vittoria importante sul campo dell’Arzignano proprio quando qualcuno pensava che la squadra di Valente fosse in flessione. La sua è stata una prova completa, un mix di qualità e sostanza che ha inciso tanto sul risultato finale.
Candelari (Trento): entra a freddo per sostituire l’infortunato Aucelli e si fa trovare pronto.
Sugli sviluppi di un calcio piazzato trova la zampata giusta che vale l’ennesima vittoria di questo super girone di ritorno. Quanto basta per rovinare l’esordio sulla panchina della Virtus Verona di Tommaso Chiecchi che – evento storico per il club veneto – ha sostituito il factotum Fresco.
Parlati (Albinoleffe): il suo è uno di quei gol belli e pesanti. Doppio dribbling, avversari saltati con eleganza e pallone all’angolino laddove il portiere non è riuscito ad arrivare. Il colpaccio in casa dell’Inter23 porta la firma di uno dei giocatori più bravi della rosa, al sesto sigillo stagionale. Tanta roba per un centrocampista.
Basso (Novara): sinistro di prima intenzione da centro area e rete del provvisorio vantaggio per i piemontesi, con meriti da dividere indiscutibilmente con un Ledonne letteralmente scatenato nella circostanza. Detta bene i tempi della manovra e, soprattutto nel primo tempo, partecipa costantemente all’azione offensiva.
Clemenza (Dolomiti Bellunesi): è vero che due gol su tre arrivano su calcio di rigore, ma è lui a prendersi la scena in una giornata che riapre tutte le speranze di una salvezza diretta per una squadra data troppo presto per spacciata e che invece sta tentando l’impresa sportiva per restare nella storia. La rete del 3-1 è una gemma, una bellissima conclusione dalla distanza che non lascia scampo a Sonzogni.
Stuckler (Vicenza): minaccia costante per la retroguardia della Giana Erminio, riesce a fare reparto da solo sfruttando la sua fisicità per proteggere palla e tenere alto il baricentro. Sfrutta al meglio il cross di Ciaferri per segnare un gol dal profumo di serie B che gli consente anche di essere il cannoniere di una squadra ormai pronta per festeggiare il ritorno in cadetteria e che in trasferta continua a essere imbattuta.
Fabio Gallo (Vicenza): poco da dire: la sua squadra ha stravinto il campionato a mani basse e a breve anche la matematica sancirà il dominio totale di un Vicenza a tratti devastante e che in trasferta continua la sua marcia trionfale.











