Sulle spalle di Pio Esposito. Inter campione d'inverno, Chivu blinda la vetta
Pantaleo Corvino una volta disse che tutto si può sbagliare in una squadra, tranne la scelta di un portiere e del centravanti. Aveva ragione, visto che a condannare il "suo" Lecce ci hanno pensato prima Sommer - decisivo su Siebert - e poi un nove puro, con un gol da ariete vecchio stile. Francesco Pio Esposito mostra i muscoli e salva un’Inter gracile, schiacciata dal peso della pressione per 78’, fino all’azione della svolta: botta di Lautaro Martinez, respinta corta di Falcone, tap in del classe 2005. Se non è fuga per la vittoria poco ci manca. Aspettando il Milan impegnato questa sera a Como, i nerazzurri viaggiano ora a più sei sui cugini, mettendo sei lunghezze di distanza anche sul Napoli, fermato sul pari da un Parma coriaceo e fortunato. Lo 0-0 degli azzurri con i ducali poteva essere la fiamma per accendere una gara in discesa. Non è stato così. L'Inter sembrava un'escursionista con uno zaino troppo carico per raggiungere la vetta. Ci ha pensato il baby bomber a levarle i massi dalle spalle e dalla testa.
Chivu ha dato fiducia a Diouf sulla destra, mettendo in regia Zielinski al posto dell'infortunato Calhanoglu con Bonny e Thuram titolari in attacco. La squadra è apparsa anonima da subito, in preda ad un mix anestetizzante di pochezza tecnica e mancata verve agonistica. "Non ne avevamo", ha poi ammesso Chivu in sala stampa, ammettendo quanto la sfida a Conte di domenica sera avesse raschiato il fondo del barile. In effetti i nerazzurri hanno avuto la vista appannata dal primo minuto, rischiando anche in occasione di qualche ripartenza mal orchestrata dalla squadra di Di Francesco. Nella prima frazione ci ha provato Bonny, trovando la risposta di Falcone, poi poco o nulla, fino al richiamo al Var dell’arbitro Maresca, che toglie giustamente un rigore all’Inter per un fallo inesistente ai danni dell’ex attaccante del Parma. La sterzata nella ripresa non è arrivata subito, nonostante il triplo cambio al 55’ che ha visto l’ingresso in campo di Frattesi, Pio Esposito e Luis Henrique. Barella evanescente- tranne un colpo di testa centrale - Diouf troppo timido, Bonny involuto. Le linee compatte del Lecce hanno fatto il resto. Almeno fino a dieci minuti dalla fine.
Le imprese infatti possono essere sorrette solo dalla fortuna. E quando il tiro di Siebert - deviato dal muro nerazzurro - esalta Sommer, la partita cambia. Lo stesso difensore giallorosso, troppo morbido in marcatura, consegna ai nerazzurri il match ball. Pio Esposito questo primo centro in campionato lo aspettava da tempo. Era sulla lista dei desideri del nuovo anno, dopo un 2025 salutato con il primo gol timbrato a Cagliari e i due assist contro Pisa e Atalanta, entrambi per Lautaro Martinez. Questa volta è stato l'argentino a propiziare la rete dopo il suo ingresso in campo per formare un tridente con Thuram. Mossa ripagata con un pizzico di fortuna. Dopo Verona, quella di ieri sera può essere un'altra traccia di un disegno più grande. La bicicletta in mano all'Inter l'ha rimessa Chivu. E la squadra si è alzata sui pedali.











