Yonghong Li in tribunale a Hong Kong: prima udienza sulla liquidazione di Rossoneri Sport
Continua la vicenda giudiziaria di Yonghong Li. Secondo quanto riferito da Calcio e Finanza, nelle scorse ore si è tenuta a Hong Kong la prima udienza per la liquidazione della Rossoneri Sport Investment Co. Limited, una delle società utilizzate dall’ex proprietario del Milan, all’interno della catena di controllo del club rossonero. L’udienza si è svolta alle 9.30 locali e rappresenta un ulteriore passaggio di una vicenda giudiziaria che, a distanza di anni dalla cessione del club, continua a produrre effetti rilevanti.
La Rossoneri Sport Investment Co. Limited è interamente controllata dalla Rossoneri Advance Co. Limited, holding con sede nelle Isole Vergini Britanniche che costituiva il vertice della struttura societaria attraverso cui Li esercitava il controllo sul Milan. L’imprenditore cinese risulta ancora esposto nei confronti dei creditori. In base alle documentazioni citate dal portale, Yonghong Li è stato dichiarato fallito nel luglio del 2026 per un debito non onorato pari a circa 280 milioni di dollari, nell’ambito di un procedimento promosso da cinque fondi di investimento con sede alle Isole Cayman, riconducibili indirettamente a China CITIC Financial AMC International Holding Limited, gruppo statale cinese quotato alla Borsa di Hong Kong.
Il contenzioso ruota attorno a un’esposizione complessiva di 289,17 milioni di dollari, legata alla garanzia personale sottoscritta da Li nel 2017 a favore dei fondi che avevano finanziato, tramite bond da 150 milioni di dollari, l’acquisizione del Milan da Fininvest. I titoli erano stati emessi proprio dalla Rossoneri Advance Co. Limited, società offshore oggi avviata verso la liquidazione. Nella sentenza che ha portato alla dichiarazione di fallimento, il Tribunale di Hong Kong, presieduto dalla giudice Linda Chan, ha respinto tutte le obiezioni presentate dall’ex patron rossonero. I giudici hanno chiarito che la garanzia prevedeva una responsabilità diretta come debitore principale e che eventuali contestazioni sui calcoli non intaccano la sostanza: il debito resta ampiamente superiore ai 160 milioni di dollari e non risulta dimostrata la capacità di farvi fronte.











