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Zanetti: "Spero Lautaro resti all'Inter tanti anni. Chivu? Lavoro straordinario, non era semplice"

Zanetti: "Spero Lautaro resti all'Inter tanti anni. Chivu? Lavoro straordinario, non era semplice"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Alessio Del Lungo
Oggi alle 14:46Serie A
Alessio Del Lungo

Emergono alcune dichiarazioni da parte di Javier Zanetti, vicepresidente dell'Inter, che è stato ospite a Sanremo della serata organizzata da Viva el Futbol e nello specifico da Daniele Adani, Antonio Cassano e Nicola Ventola: "Questo club è la mia famiglia, un amore che è nato da quando sono arrivato in Italia nel 1995", si legge su FCInterNews.it.

Nessun tifoso l'ha mai criticata.
"Questa è la cosa più bella che mi capita. Quando la gente porta questo rispetto, a prescindere dalla squadra per la quale tifi. Io, Paolo Maldini, Francesco Totti, Alex Del Piero, siamo persone che hanno vissuto grandi rivalità in campo ma oggi ci abbracciamo sempre come fratelli. In campo difendevamo i nostri colori, ma il rispetto non te lo regala nessuno".

Un altro molto attaccato alla maglia dell'Inter è Lautaro Martinez.
"Sono felicissimo di Lauti, perché quando l’ho conosciuto, quando parlavo con Diego Milito e con Piero Ausilio dell’opportunità di vederlo all’Inter, quello che sta mostrando oggi è quello che pensavamo potesse mostrare. Ha un grande senso di appartenenza, è un trascinatore, un leader per i compagni. Poi è felice a Milano con la famiglia, sente l’Inter come una famiglia come me. Ci tiene tanto, spero rimanga con noi tanti anni".

Che capitano era Zanetti?
"Ero un capitano anche senza la fascia, prima. Poi, quando ho avuto l’onore di indossare la fascia ho avuto più responsabilità ma la persona è rimasta la stessa. I compagni conoscono questo Zanetti, un capitano che parlava poco e dava l’esempio, che fa vedere la strada da seguire e il primo che deve mettere la faccia nei momenti di difficoltà. Ero un capitano che condivideva tutto, quando c’erano difficoltà eravamo un gruppo e io mettevo a disposizione tutto quello che avevo per risolvere i problemi e andare avanti perché tutti avevamo un obiettivo in comune. La cosa importante era rimanere se stesso, io sono così anche con un altro ruolo. Siamo sempre una squadra che lavora fuori, se ragioniamo tutti così è molto più semplice. Posso dire che uno può essere più bravo dell’altro nelle cose che fa, ma la differenza la fanno i valori umani".

Chivu ha avuto un impatto incredibile.
"Cristian ha fatto un percorso nel nostro vivaio e ora in prima squadra. Sinceramente sono felicissimo per lui, perché conosco prima la persona: un ragazzo molto intelligente, che trasmette senso di appartenenza e valori. Non era semplice, alla sua prima esperienza in una squadra come la nostra; sapete la pressione che comporta guidarla. Ma con la sua cultura del lavoro, la sua professionalità e la sua serietà ha fatto un lavoro straordinario. Speriamo di finirlo nel migliore dei modi, ma in poco tempo ha saputo creare un gruppo che si sente identificato con lui e con l'Inter e lo dimostra. Soprattutto nei momenti di difficoltà ha saputo sempre credere in quello che sta facendo, e quando hai una squadra che crede in quello che fa è più semplice arrivare all'obiettivo. Grande merito a lui, allo staff e ai ragazzi che lo seguono".

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