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Dalla D alla Reggiana, la favola di Bonetti: "Vorrei che mia nonna vedesse i miei traguardi"

Daniel Uccellieri
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Daniel Uccellieri
martedì 18 novembre 2025, 09:19Serie B
18.11.2025 09:19Serie B
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Nella Reggiana dei giovani terribili che sta sorprendendo la Serie B, stabilmente in zona playoff, spicca la storia quasi fiabesca di Simone Bonetti. Difensore mancino del 2004, fino a sei mesi fa giocava nel Lentigione, in Serie D. Oggi è una delle rivelazioni della linea a tre di Davide Dionigi.

"Sono passato da 800 spettatori alle 35mila persone del Barbera. L’esordio è stata la gioia più grande della mia vita», racconta. Un debutto emozionante, ma anche duro: «Pohjanpalo è il giocatore che più mi ha impressionato, difficilissimo da marcare".

Dopo la sconfitta con il Palermo, Bonetti è cresciuto insieme alla squadra: otto presenze da titolare su undici partite tra campionato e Coppa Italia e una fiducia sempre più solida. "Devo ringraziare il club, il mister e compagni come Magnani e Rozzio: accanto a loro mi sento protetto".

Bonetti, però, resta lucido. "So che devo lavorare tanto. La testa fa la differenza. Per questo porto avanti anche gli studi: mi sono iscritto a Scienze Motorie, perché il calcio dura 15-20 anni e serve un futuro".

Il sogno è la maglia azzurra. "Già giocare nella Reggiana è incredibile. Da bambino conservai un ciuffo d’erba del Città del Tricolore: speravo di tornarci da calciatore". Il suo idolo è Bastoni: "Ha cambiato il modo di vedere i braccetti". Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

Il numero 43 è un omaggio alla nonna Anna, del 1943: "Vorrei che vedesse i miei traguardi".

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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