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Dall'Europa con l'Inter alla voglia di riportare il Cagliari in A: Zappa si racconta

ESCLUSIVA TMW - Dall'Europa con l'Inter alla voglia di riportare il Cagliari in A: Zappa si raccontaTUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
martedì 28 marzo 2023, 12:34Serie B
di Claudia Marrone

"Stiamo vivendo un momento positivo, stiamo cavalcando l'onda, è vero, ma di questa sosta vedo il lato buono, ogni tanto serve anche staccare per recuperare energie e anche qualche infortunato. Soprattutto poi in vista del prossimo impegno di campionato, abbiamo sulle spalle i punti persi all'andata contro il SudTirol, vogliamo rifarci contro questo ottimo avversario... anche per risalire ancora un po' la classifica, non lo nego!": esordisce così, in esclusiva ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, il talento difensivo del Cagliari Gabriele Zappa, tra gli inamovibili della formazione sarda.

Che dopo un avvio di stagione in chiaroscuro, sembra aver trovato la propria luce: "Nel girone di andata abbiamo forse subito qualche pressione in più, abbiamo faticato a immedesimarsi nel campionato di Serie B, ma le scorie della retrocessione si sentivano, è stata una brutta batosta per tutti. E se ci fate caso anche al Genoa è successa la stessa cosa. Ora siamo molto più tranquilli, abbiamo trovato il nostro equilibrio, e cerchiamo di fare al meglio delle potenzialità. Come ha detto mister Ranieri, non disdegneremmo il secondo posto, quello è chiaro, ma per ora pensiamo a proseguire sulla scia di quanto visto nelle ultime gare".

Ultime gare che ti hanno visto tra i maggiori protagonisti. Una stagione positiva per te, giusto?
"Credo che il mio andamento sia stato come quello della squadra, ho faticato all'inizio ma poi ho trovato la mia dimensione. Non voglio però fare bilanci ora, il campionato è ancora lungo e preferisco aspettare e vedere quello che succederà".

Dopo la retrocessione hai deciso di rimanere comunque al Cagliari. Perché questa scelta?
"Qua mi sono trovato sempre bene con tutti, con la società, con la gente, con la città, e sentivo di essere in debito con tutti. Come ho detto prima, la retrocessione è stata un brutto schiaffo, ho voglia di recuperare, la stessa che hanno i ragazzi arrivato questo anno che, soprattutto, quelli che già erano con me nella precedente stagione".

La Serie B è stata il tuo esordio nel calcio dei grandi: come la hai ritrovata?
"Rispetto a quattro anni fa è sicuramente molto più competitiva, prima c'era più divario tra le squadre di alta e bassa classifica, alle volte i risultati erano più scontati. Ora c'è più equilibrio, ogni gara è difficile".

Esser strato proiettato subito in una categoria così complessa, da giovanissimo, è stato per te un bene o alle volte è meglio fare un po' di gavetta?
"Quando arrivi in Serie B devi subito fare bene, non hai tempo di capire al meglio la categoria, devi essere pronto perché nessuno ti aspetta, anche se ai giovani andrebbe dato tempo: recentemente, ho sentito un tecnico dire che i giovani fanno anche perdere dei punti, ed è vero, perché non hanno esperienza, ma solo giocando possono farla. Lo scalino dalla Primavera alla Serie B è tosto, l'ambiente è completamente diverso, e forse farsi le ossa andando di step è in step ti permettere di rispettare di più determinati tempi, ma credo anche che ognuno ha il suo percorso, e il mio è stato così".

Di giovani se ne parla molto anche per la Nazionale, che sembra essersi persa. Perché non si inizia a guardare alle categorie diverse dalla A per questo?
"Io sono stato chiamato spesso in Under 21, e il CT Nicolato ci diceva sempre del poco tempo che aveva a disposizione per conoscerci, per farci fare tattica... la Nazionale non è come un club dove si sta costantemente insieme, i ritmi sono diversi. E probabilmente si predilige la Serie A per la scelta dei calciatori perché si dà per scontato che chi fa la differenza in A sia maggiormente pronto per l'azzurro, la B viene considerata una categoria per farsi le ossa e poi fare il salto".

Tornando invece agli anni all'Inter, cosa ti sei portato dietro della trafila nelle giovanili di uno dei più importanti club italiani?
"È stata un'esperienza bellissima, ho vinto lo scudetto con la Primavera e sono stato persino convocato per l'Europa League, svolgendo il ritiro con la prima squadra. Ho guardato molto Cancelo, prima che andasse alla Juve, ha caratteristiche diverse dalle mie perché è più tecnico ma è stata fonte di ispirazione, ho ricevuto tanti consigli da D'Ambrosio, che mi aveva preso sotto la sua ala protettiva, per così dire, e da Gagliardini, ho potuto ammirare Lautaro Martinez. Sono situazione che ti fanno crescere tanto. E comunque sono sempre stato fortunato nel trovare anche gruppi, come quest'anno a Cagliari, che funzionano molto, e fanno la differenza".

Con l'Inter hai vinto anche il Torneo di Viareggio, una delle tante situazioni rivedibili nel calcio italiano: perché è stato così svalutato?
"Onestamente non lo seguo da un po', ma posso dire che per me è stata una tappa importante per la crescita e la carriera, al netto della vittoria finale. Confrontarti in giovane età con squadre straniere ti insegna tanto, impari un modo diverso di intendere il calcio".

Chiudiamo invece con una nota presente: Lapadula riuscirà a diventare il capocannoniere della Serie B? Scongiuri permessi!
"(Ride, ndr) Io ho visto pochi calciatori affamati di gol come lui, in area è devastante. Per me sì, ci riuscirà".

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